
Il confronto del tavolo tecnico sull’orario di lavoro nel comparto operativo-contabile sta entrando finalmente nel merito.
E un dato, oggi, va sottolineato con chiarezza: alcune delle proposte avanzate dall’Amministrazione vanno nella direzione di richieste che FISAC CGIL aveva già formulato. Non per rivendicare primogeniture fini a sé stesse, ma perché questo dimostra una cosa semplice: quando si costruiscono proposte concrete, tecnicamente sostenibili e fondate sui bisogni reali dei colleghi, il confronto può produrre risultati.
Altro che slogan o contrapposizioni permanenti.
DOVE REGISTRIAMO UNA CONVERGENZA
Nelle ultime ipotesi dell’Amministrazione ritroviamo alcuni elementi che avevamo messo sul tavolo:
- riduzione dell’orario a parità di retribuzione;
- riconoscimento di giornate aggiuntive di banca ore / banca del tempo;
- apertura a un regime minimo di lavoro da remoto per le attività compatibili;
- possibilità di un riconoscimento economico specifico per il comparto;
- rafforzamento della formazione e dei percorsi di sviluppo professionale;
- maggiore uniformità di trattamento tra le diverse realtà del comparto.
Sono segnali positivi.
Perché il punto non è dire sempre “no”, ma portare al tavolo idee capaci di migliorare davvero il lavoro. Ed è esattamente questa la linea che FISAC CGIL continuerà a seguire: costruire, proporre, correggere, migliorare.
SUI TURNI MACCHINA SERVE PIÙ CORAGGIO
Dove invece non siamo convinti è sull’idea di una generica indennità “di macchina” o “di comparto”. Per noi il tema non è soltanto economico.
Chi lavora stabilmente alla contazione non ha la stessa libertà di ingresso, uscita e organizzazione del proprio tempo di altri colleghi. Per questo chiediamo turni macchina formalmente definiti, e non semplicemente una monetizzazione indistinta della rigidità.
Il turno, se costruito bene, significa: orario certo, programmazione anticipata, rotazione equa e minore discrezionalità organizzativa.
In altre parole: non basta pagare la rigidità, bisogna anche governarla meglio.
L’eventuale riconoscimento economico deve accompagnare il turno, non sostituirlo.
ORGANICI MINIMI: SENZA PERSONALE IL MODELLO NON REGGE
Un altro punto per noi imprescindibile riguarda gli organici.
La riduzione dell’orario non può essere ottenuta comprimendo la stessa quantità di lavoro in meno tempo. Servono quindi organici minimi per linea e per macchina, definiti in relazione ai volumi effettivi e non solo alla consistenza teorica della struttura.
PER NOI UN GIORNO DEVE ESSERE LIBERO DAVVERO
Qui c’è un punto che per FISAC CGIL è centrale.
Una riduzione dell’orario distribuita su cinque giorni rischia di essere poco percepibile, soprattutto per i tanti colleghi pendolari della rete.
Per chi affronta ogni giorno spostamenti lunghi, andare in Banca per poche ore continua a significare: tempo di viaggio, costi, organizzazione familiari e stress logistico.
Per questo noi riteniamo più utile concentrare la riduzione in modo da liberare davvero una giornata.
Non qualche minuto in meno ogni giorno, ma tempo realmente restituito alla persona.
LA NOSTRA PROPOSTA: 35 ORE, PAUSA COMPRESA E UNA GIORNATA LIBERA
La nostra proposta è chiara: 35 ore settimanali a parità di retribuzione, con riconoscimento della pausa pranzo come tempo lavorato nelle giornate lunghe.
Questo consentirebbe di costruire giornate medie da circa 8 ore comprensive della pausa, concentrando la prestazione su un numero ridotto di giornate e arrivando a una vera giornata libera.
È una soluzione che, a nostro avviso, produce un beneficio molto più concreto per chi lavora nel comparto.
Meno permanenza complessiva, meno spostamenti, più tempo di vita.
COSTRUIRE, NON URLARE
La convergenza registrata su alcuni istituti dimostra che le proposte serie possono entrare nel confronto e diventare materia negoziale.
FISAC CGIL continuerà a lavorare così.
Senza populismi, senza contrapposizioni sterili, senza slogan facili.
Con un obiettivo molto concreto:
trasformare la minore flessibilità del comparto in più tempo, più certezza e migliori condizioni economiche e organizzative per chi ci lavora.
Roma, 21 ottobre 2026
La Segreteria Nazionale