
Si è svolto ieri l’incontro con l’Amministrazione sul tema della genitorialità che avevamo chiesto esplicitamente con una nostra dichiarazione a verbale, inserita nel testo dell’accordo sulla polizza sanitaria, per ottenere risposte alle attese e alle esigenze rappresentate dalle colleghe e dai colleghi.
Nel corso dell’incontro di ieri ci è stata presentata una proposta di accordo che prevede:
- i primi tre mesi, pari a 90 giorni, di congedo parentale retribuiti al 100%;
- la possibilità di fruire a ore del congedo parentale, fino a un massimo di due mesi;
- per la malattia dei figli, dieci giorni annui retribuiti al 50% per ciascun genitore, per i figli fino a tre anni, e dieci giorni annui non retribuiti per i figli dai tre ai quattordici anni.
L’Amministrazione ha inoltre reso alcune dichiarazioni a verbale:
- il trattamento al 100% per i primi 90 giorni si applicherà fino al compimento dei 14 anni del figlio;
- la nuova aliquota e gli arretrati, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, saranno riconosciuti dopo l’adeguamento delle procedure informatiche;
- in caso di interruzione con altra causale d’assenza, i giorni non lavorativi non saranno conteggiati nel congedo parentale;
- l’impegno a rivedere le modalità di fruizione dei riposi giornalieri, a rendere più flessibili i permessi per gli esami prenatali e a tutelare l’anzianità e il congedo ordinario nei casi di adozione e affidamento preadottivo internazionale.
Le richieste di FIRST CISL e FISAC CGIL
Abbiamo chiesto di rafforzare e rendere più chiare le tutele proposte:
- aumentare la percentuale di retribuzione prevista per il congedo parentale dal 4° mese in poi;
- estensione del congedo parentale obbligatorio per l’altro genitore;
- prevedere un ulteriore miglioramento rispetto ai permessi per malattia dei figli, portando al 100% la retribuzione dei primi quindici giorni per i figli fino a tre anni e prevedendo dieci giorni retribuiti al 50% anche per la fascia dai tre ai quattordici anni;
- prevedere un aumento del trattamento in termini di giorni per i nuclei monogenitoriali;
- prevedere che l’esclusione dei giorni non lavorativi dal calcolo dei congedi parentali valga con effetto retroattivo dal 1.1.2025;
- stabilire regole semplici per la fruizione oraria del congedo parentale, chiarendo frazioni utilizzabili e modalità di richiesta;
- rendere concreta la flessibilità dei riposi giornalieri e dei permessi per esami prenatali, evitando che i riposi si trasformino in debiti orari o recuperi, ed equiparando le strutture pubbliche a quelle private.
È stato inoltre chiesto, nel prosieguo del negoziato sull’orario di lavoro, di prevedere l’introduzione del trasferimento temporaneo del dipendente con figli minori fino a tre anni (art. 42-bis del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, recante il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità).
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L’eventuale firma dell’accordo, dopo aver affrontato le richieste presentate, rappresenterebbe un primo tassello per dare risposte immediate ai genitori: non esaurirebbe il confronto e non sostituirebbe la riforma organica dell’orario di lavoro.
Sull’argomento, infatti, abbiamo diffuso una piattaforma complessiva, presentata già a marzo 2026; ci aspettiamo, infatti, che la riforma introduca ulteriori e innovative misure a sostegno della genitorialità e affronti le condizioni di lavoro di tutto il personale.
Riteniamo si debbano affrontare numerosi altri argomenti: dalla riduzione dell’orario di lavoro alla remunerazione della mancata flessibilità oraria e delle particolari lavorazioni; dall’estensione dei giorni di lavoro da remoto per le attività remotizzabili nelle Divisioni GSP all’omogeneizzazione delle giornate di remoto tra le strutture dell’Amministrazione Centrale e tra Amministrazione Centrale e Filiali, a parità di compiti, oltre alle altre richieste contenute nella piattaforma.
Le risposte ai genitori sono urgenti, ma una riforma dell’orario deve migliorare concretamente la vita e il lavoro di tutte e tutti.
Roma, 21 ottobre 2026
Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia