Poche cose entusiasmano il nostro Vertice quanto il liberarsi dei propri dipendenti (e il chiudere delle filiali, ça va sans dire). Ecco che, quando è uscito il provvedimento su quota 100, “lassù” qualcuno deve aver pensato: “uhm…amo l’odore dei pensionamenti di primo mattino”.
La Banca è generalmente molto solerte nel recepire quei provvedimenti che non sono propriamente vantaggiosi per i lavoratori – il blocco delle retribuzioni, per dirne uno – pur di porsi a modello di virtù verso l’esterno.
“Quota 100” è invece l’esatto opposto di questo principio: va a favore – come è giusto che sia – di colleghi pensionandi, ma la Banca, avendo precisato che a “quota 100” si applicano gli accordi del 2016 sugli incentivi al pensionamento, non è che ne esca proprio benissimo con “il mondo di fuori”.
Insomma, chi all’esterno andrà in pensione con “quota 100” sarà penalizzato per via della minore contribuzione, mentre in Banca d’Italia il pensionato centenario avrà diritto allo “zainetto” se ha già maturato il diritto a pensione, oppure a tre anni di integrazione della pensione se ancora non lo ha maturato. Che non è proprio un bel segnale verso l’esterno se, come ci viene costantemente ripetuto, hai i riflettori puntati addosso.
Ma che volete, pur di liberarsi di noi, la Banca farebbe questo ed altro. Soldi, scivoli, qualsiasi cosa, purché ci leviamo dai piedi. In qualsiasi realtà la chiusura di filiali e la riduzione del personale sono indice di una grave crisi. Non in Banca d’Italia: da noi questi risultati sono elevati al rango di veri e propri successi.
Il fastidio che provano verso i lavoratori è tale che ignorano perfino i più basilari principi di equità generazionale (e questo non è certo nuovo), rischiando di sfiduciare un ambiente già da antidepressivi; quello che è incredibile è che addirittura non si curano delle folli conseguenze che potrebbe portare in termini di operatività la fuoriuscita di centinaia di addetti nello stesso momento.
Perché, se anche avessero in mente di assicurare un turnover al 100% (cosa difficile da credere), il tempo è nemico: tra scrivere il bando di concorso, e le prove, e la graduatoria, e le visite mediche e vattelapesca, alla fine prima di una quindicina di mesi non se ne verrebbe a capo.
Ma ehi, non è che puoi avere tutto: pagare le persone per levarsi di torno, e avere anche delle strutture funzionanti. E così andremo avanti, in questa Banca da “liquidazione totale per cessata attività”, con sempre meno strutture, sempre meno dipendenti.
Solo una raccomandazione: l’ultimo ad andarsene, per favore, spenga la luce.
Bloody Mary
