E alla fine è stata archiviata pure la trattativa su Banconote.
I sindacati autonomi Falbi e Sibc occupano il primo tavolo da poche settimane, e da altrettante hanno cessato le tignose ostilità alle quali ci avevano abituati negli ultimi anni, per darsi a volantini in cui si scambiano reciprocamente inusitati messaggi di stima.
La prima, straordinaria, vittoria di questo nuovo tavolo di maggioranza è stata la riorganizzazione del Servizio Ban. Tra tutte le innovazioni di rilievo, a parte la settimana lavorativa obbligatoriamente concentrata su quattro giorni e l’introduzione della nuova figura del Team Leader remunerato con 1 euro (lordo) al giorno, spicca senza dubbio il nuovo grado di Operaio di III junior; dove il “Junior” sta ad indicare che il futuro collega avrà una retribuzione di 7.000 euro annui in meno del quasi omonimo Operaio di III e che una volta passato di grado non avrà diritto all’assegno di servizio.
Per la cronaca, non abbiamo idea di quanti Juniors saranno effettivamente assunti, perché la Banca ha dichiarato il proprio “intendimento” ad attuare un turn over del 50% rispetto alle uscite, ma poi si sa, che un po’ la BCE, un po’ la spending review, e un po’ non ci sono più le mezze stagioni, gli “intendimenti”, di garanzie, ne danno pochine.
Insomma, come tutti quelli che in Banca d’Italia ancora non ci lavorano, il nostro povero Junior ha una grandissima colpa da scontare: non è ancora una tessera sindacale, reale né potenziale.
Di qui, l’accanimento.
Che ricorda un po’ quello che è capitato qualche tempo fa ai vice assistenti, proprio a seguito di accordi firmati da Falbi e Sibc: perché sì, non è mica la prima volta che quei sindacati autonomi stanno al tavolo assieme (d’altra parte, come dicevano le nonne, l’amore non è bello se non è litigarello).
Ecco, a metà degli anni ‘90 (che sembrano tanto lontani, ma poi il tempo vola e le riforme durano molto a lungo) e nel 2002, Falbi e Sibc firmarono degli accordi con la Banca con cui stabilivano che il passaggio di grado da vice assistente ad assistente sarebbe avvenuto non più dopo 4 anni, ma dopo 6-8 (com’è tuttora); e che ai vice assistenti sarebbero state appioppate tutte le mansioni della carriera dei Se.ge.si (della quale era stata decretata l’estinzione): dalla movimentazione dei carichi in cassa, alla apertura e chiusura del portone, alla spedizione della posta e via dicendo.
Cosa hanno in comune queste remote ma illuminate innovazioni con la disciplina di quel diseredato di Operaio Junior?
Il fatto che, ora come allora, si decise che queste riforme sarebbero state applicabili soltanto al personale di futura assunzione. Cioè a quelli che avevano il peccato originale: non essere tesserabili.
Ma si sa, il passato è passato.
Adesso inizia una nuova, promettente, trattativa, questa volta per la riforma della carriera operativa.
Come ha chiosato, in pieno spirito natalizio, la Falbi in una sua recente circolare: “Falbi e Sibc possono riconsegnare alle lavoratrici e ai lavoratori la speranza per un futuro migliore”.
Quello che non ci dicono è a chi toccherà stavolta.
Fernando Pessoa