Charles Darwin ci ha lasciato in eredità una teoria dell’evoluzione delle specie basata sulla selezione naturale: a lungo andare sopravvivono soltanto gli individui di una specie che possiedono le caratteristiche più adatte all’ambiente circostante. Gli altri individui (o intere specie) che non riescono ad evolversi a dovere, sono condannati.
Alcuni anni fa, sposando un’interpretazione assolutamente originale di questa teoria scientifica – e con il piglio del bracconiere camuffato da guardaboschi – la Banca ha decretato la fine (programmata) della specie dei Segesi: ha progressivamente svuotato di compiti il loro mansionario attendendo che giungessero, spontaneamente, ad estinzione. Proprio come le giraffe dal collo corto di Darwin.
Contemporaneamente, consapevole del fatto che la loro estinzione avrebbe lasciato un vuoto nell’ecosistema Bankitalia, l’Amministrazione ha deciso di creare una nuova specie geneticamente modificata: il VAT, “Vice Assistente Trascinato”, una creatura ibrida, metà Segesi, metà impiegato; una sorta di Minotauro destinato a correre da una parte all’altra del labirinto Bankitalia, chiamato, in aggiunta alle classiche mansioni “impiegatizie”, all’apertura del portone, alla movimentazione dei valori, alla lavorazione della posta, al presidio degli accessi: insomma, a tutte quelle attività che le altre specie – più in alto nella catena alimentare – non potevano o non gradivano svolgere.
La selezione per diventare Vice Assistente Trascinato ha visto, da subito, un numero altissimo di individui competere per pochi posti messi a concorso. In un ambiente tanto ostile, sono riusciti a prevalere gli individui con caratteristiche necessarie per superare la concorrenza degli altri, ma sovrabbondanti per le mansioni che il VAT sarebbe poi stato chiamato a svolgere. Diplomati, laureati, dottor(at)i, masterizzati, si sono ritrovati a spingere carrelli e protocollare la posta in arrivo.
Con il Bando pubblicato il 28 aprile, la Banca crea una nuova specie: il VATISI (Vice Assistente Trascinato e Inutilmente Super Istruito). Alzata l’asticella del titolo di studio minimo richiesto (diploma di scuola superiore), impostata la preselezione per titoli sulla base della laurea e del relativo punteggio, l’Amministrazione ha infine cambiato il programma d’esame: non più una summa di cultura generale (dalla letteratura alle scienze, dalla geografia all’inglese), ma una preparazione specialistica in diritto, economia, matematica e statistica. Ed inglese, ça va sans dire (anzi, of course).
Questa selezione così specifica non risponde peraltro ad un’evoluzione delle mansioni del VAT: esse saranno pur sempre – prevalentemente – quelle di “protocollo di documenti, di conteggio, confezionamento e sistemazione dei valori” e “attività di sportello bancario”, come precisato nel bando da una nota a piè di pagina scritta in carattere piccolo piccolo piccolo, ma così piccolo da ricordare quelle belle clausole vessatorie dei contratti di una volta.
Certo, c’è da credere che le conoscenze di “Trigonometria” saranno preziose al futuro VATISI per procedere ad un perfetto confezionamento dei ballettoni, così come la padronanza delle “Funzioni lineari e coniche” consentirà di scegliere chi, tra i concorrenti, sarebbe in grado di chiudere il portone di ingresso dello stabile con maggiore maestria. La “Pianificazione strategica e il sistema di programmazione e controllo della gestione aziendale” faciliteranno il lavoro con le macchine selezionatrici di banconote, mentre la conoscenza dei “Fondamenti di calcolo delle probabilità” si rivelerà fondamentale durante la lavorazione della posta in partenza.
Insomma, prendiamone atto: una nuova fase evolutiva è iniziata in Banca d’Italia.
E che Darwin ce la mandi buona.
Eleonora d’Arborea