C’era un periodo, neanche tanto lontano, che il Capo del Governo si lamentava del fatto che non gli si dava la possibilità di lavorare.
Visti i danni causati dai pochi provvedimenti adottati forse quella indebita limitazione, tanto deprecabile, così sbagliata poi non era.
Quel modo di intendere (semplificare) le cose ha fatto scuola e ha trovato molti autorevoli estimatori.
Per esempio: avete letto uno degli ultimi comunicati della CISL?
Recita più o meno così.
C’è una trattativa sulla riforma degli inquadramenti ed è intollerabile che il tavolo di maggioranza chieda di discutere partendo da una piattaforma sindacale (mia osservazione: è una prassi normale in tutte le realtà lavorative, giuro ho visto anche sindacalisti Cisl rivendicarlo). È un modo di perdere tempo perché la Banca ha detto la sua ed è quello il terreno corretto del confronto (ulteriore mia osservazione: perché è più credibile? Forse è più brava? O, e propenderei per questa ipotesi, c’è un rapporto di subordinazione gerarchico funzionale del sindacato rispetto alla Delegazione aziendale?).
E poi continua. Il recente accordo sull’orario di lavoro introduce nuovi diritti per le lavoratrici e i lavoratori: è altrettanto intollerabile che il tavolo di maggioranza ne chieda l’applicazione. No tutto sbagliato: la risposta corretta é che bisogna tener conto dei tempi dello start-up e della necessità di consentire alla Banca di fare la cosa (le cose) giuste.
In soldoni la filosofia Cisl può così riassumersi: il tavolo di maggioranza si agita troppo e impunemente; tale comportamento sarebbe di per sé irrilevante se non fosse per il fatto che impedisce alla Banca di elaborare, proporre e realizzare interventi che proprio perché da Lei (Banca) elaborati, proposti e realizzati non possono che perseguire il massimo benessere di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori (ragionamento estensibile anche alle Filiali?).
Il concetto è stato ribadito dalla Cisl nel comunicato “Lunch seminar su orario di lavoro, congedi e aspettative”. Per decifrare: la Cisl organizza seminari durante l’ora di pausa mensa per spiegare la nuova normativa sull’orario di lavoro, i partecipanti devono munirsi di “BROWN BAG” (per non addetti ai lavori del classico e forse più noto cestino). La comunicazione si chiude affermando “La Fiba dice “NO” alle chiacchiere, “SI” alla concretezza”. Certo qualche dubbio potrebbe nascere se si pensa che i nuovi accordi mirano ad assicurare una maggiore conciliazione dei tempi di vita (tra cui forse il diritto a fruire della pausa mensa) e quelli di lavoro (in fondo una sana continuità operativa non guasta). Ma il clima, ci rassicura la Cisl, è così sereno e costruttivo che sarebbe come cercare il pelo nell’uovo.
In fondo ai volantini della CGIL si legge “Naturalmente Confederali, Naturalmente Costituzionali”.
Le considerazioni della Cisl impongono di compiere un passo in avanti in quel solco di profondo riformismo che solo Lei (la Cisl) oggi interpreta, come ripetutamente ci ricorda.
Credo quindi che la CGIL debba riflettere e debba valutare seriamente la possibilità di adottare un nuovo motto. Senza voler invadere il campo di nessuno proporrei il seguente.
Don’t worry, be happy
Comunque, se hai ancora qualche dubbio, se sei preoccupato di quello che può accadere o se non te ne importa proprio niente, accendi gli altoparlanti, clicca sul pulsante qui sotto e goditi qualche minuto di relax.
Il (dis)articolato
