Caro 2017,
Finisce un anno difficile e complesso sia per la Banca sia per il Paese.
Nel “mondo esterno” alla nostra realtà, la crisi economica continua a mordere “allegramente” le solite caviglie creando crescenti disparità di censo all’interno della nostra società. Il lavoro dipendente, come al solito, è quello che “paga dazio”: i voucher stanno diventando il “modo normale” di lavorare, la disoccupazione giovanile è ormai strutturale ed a livelli altissimi. In tale contesto, il sistema bancario sta attraversando grandi difficoltà; il peso delle sofferenze bancarie e i bassi tassi di interesse sono tra le cause principali.
All’interno del nostro Istituto, con tante e crescenti problematicità, il personale continua ad operare con piena efficienza, rinnovando un senso di appartenenza alla Banca messo oggettivamente a dura prova dagli ultimi eventi “riorganizzativi” e “gestionali” che spesso hanno finito per “premiare” solo alcuni a totale detrimento del resto della compagine.
E’ stato l’anno della riforma delle carriere; concepita nell’ambito delle più rosee aspettative e concretizzatasi con molte difficoltà. La volontà della Banca di rendere più “meritocratica” la struttura ha in molti casi finito per creare una configurazione degli inquadramenti che tiene conto, specie tra i Direttivi, più della “vicinanza alle idee del superiore gerarchico” che dello sviluppo di atteggiamenti proattivi (per non dire critici) da parte dei dipendenti. Il tutto in un contesto di crescita della forbice stipendiale tra Direttivi e Operativi.
In un quadro siffatto, esterno ed interno, l’anno trascorso ha confermato le carenze della classe dirigente del nostro paese, a tutti i livelli, incapace di avere un disegno strategico di uscita dalla crisi senza lasciare indietro nessuno.
Ciò posto…
Caro 2017,
Ti chiedo sommessamente che nel prossimo futuro ci sia una svolta, un reale cambio di passo, per ridare speranza e dignità ad un sacco di nostri concittadini che non arrivano alla fine del mese.
Ti prego di convincere i nostri politici ad ascoltare di più i problemi della gente, persuadendoli che la democrazia è un valore da difendere a prescindere, cominciando a far esprimere il popolo rispetto ai referendum della Cgil riguardanti temi fondamentali come i licenziamenti economici, i voucher o gli appalti.
Ti invito, se hai ancora un po’ di pazienza, a condurre le relazioni sindacali all’interno del nostro Istituto in modo più civile e ordinato, facendola finita con assurde divisioni, non sempre dettate da “alte” motivazioni strategiche.
Il concetto di unità dovrebbe essere il motto dell’anno nascente: unità delle rappresentanze sindacali, unità di intenti tra azienda e lavoratori; cominciando il percorso attraverso un atto tanto semplice quanto rivoluzionario per il nostro Istituto: il contratto unico per tutto il personale della Banca.
Tanti auguri di buon anno
CYRANO DE BERGERAC