Secondo l’Inps, nei primi tre mesi del 2016, i nuovi lavoratori a tempo indeterminato sono stati 51mila, il 77% in meno del 2015. Viceversa continua la crescita enorme dei voucher con un più 45% sull’anno scorso.
Le ragioni del calo delle nuove occupazioni, pare, facciano riferimento soprattutto alla diminuzione degli incentivi governativi per le assunzioni (forse la famosa ripresa è ancora lontana?) mentre nessun dubbio per il boom dei voucher: è il nuovo strumento per legalizzare la precarietà (o nuova forma di sfruttamento?).
Per chi non lo sa i voucher sono “buoni lavoro” con i quali l’azienda “acquisisce” una prestazione lavorativa pagandola con questi “tagliandi” disponibili in vari tagli (10, 20 e 50 euro). Praticamente, un imprenditore che vuole un’ora di lavoro prestata dal signor X, si reca ad esempio ad una ricevitoria e acquista un voucher, diciamo da 10 euro. Alla fine dei giochi, il lavoratore riscuote 7,5 euro (!!!) e il resto va in contributi previdenziali, Inail ecc.
Nati con l’obiettivo di pagare lavori accessori, i voucher hanno finito per sostituire veri e propri rapporti di lavoro in quanto: costano meno, una volta pagato il buono si può cambiare collaboratore (o nuovo sfruttato?) senza problemi, non c’è alcuna tracciabilità ecc.ecc.
In una situazione di crisi economica, con la presenza di un po’ di furbetti che nel nostro paese non mancano mai, era prevedibile che uno strumento come il voucher fosse sfruttato ben oltre i propri fini.
In uno scenario così desolante, ci sono così migliaia di lavoratrici e lavoratori, giovani e non, diventati “moderni sfruttati” alla ricerca giornaliera di un “buono lavoro”.
Tanto per “rincarare la dose”, risulta altresì che i dati Inail evidenziano come gli incidenti dei lavoratori retribuiti con i ticket tra il 2014 e il 2013 si sono triplicati e per il 2015, pur non essendoci ancora dati definitivi, tutto fa pensare che siano in crescita marcata. Stesso trend anche per le morti bianche dei voucheristi … Tra l’altro, come riportato recentemente dai giornali, risulterebbe che il pagamento del “buono lavoro” coincide molto spesso con il giorno dell’infortunio mentre in precedenza non risultava alcun rapporto tra il datore di lavoro e il lavoratore…. Sembrerebbe, quindi, che il voucher (acquistato prima) venga utilizzato solo per mascherare un rapporto di lavoro non regolare che emerge solo quando arrivano gli ispettori o i carabinieri.
Care/i assidue/i lettrici/ lettori, vi sembra una situazione normale e civile?
Per eliminare questa ennesima piaga del mondo lavoro, la Cgil, nell’ambito della campagna per la CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI DEL LAVORO, sta raccogliendo le firme per un referendum abrogativo della legge che regola questa nuova forma di sfruttamento senza scrupoli.
Chi scrive pensa che firmare rappresenti una buona occasione che consente ad ognuno di noi, tramite un piccolo gesto, di contribuire a migliorare il nostro (un pò malato ) paese.
Buona vita a tutti.
Cyrano de Bergerac