La Verità è sempre da una parte sola?

 

In questa occasione parliamo dei vituperati e privilegiati lavoratori che operano nell’ambito dei beni culturali, soprattutto presso il Colosseo di Roma.

Come noto, un’assemblea del personale ha creato file e malumori tra i turisti in attesa di visitare lo splendido monumento di Roma; da questo episodio, il Governo ha trovato la motivazione per fare un Decreto d’urgenza ed equiparare il settore dei beni culturali ad altri considerati “servizi pubblici essenziali”, con una normativa in tema di libertà sindacali molto più regolata (se non limitata).

Questa in estrema sintesi la descrizione degli accadimenti.

Sui giornali nazionali tutti hanno potuto leggere e approfondire la vicenda dalla parte dei turisti e del Governo.

Comunque la si pensi, chi scrive prova , succintamente, a raccontare la vicenda dalla parte dei lavoratori del Colosseo.

Ebbene, un anno fa circa, il Ministro dei Beni Culturali, On. Franceschini, chiamò i sindacati al fine di approfondire la questione delle libertà sindacali dei lavoratori presso i siti archeologici e, più in generale, per discutere di una gestione più efficiente dei monumenti e dei luoghi oggetto di turismo. Dopo quella chiamata non c’è stato alcun incontro nonostante la disponibilità del sindacato a trovare soluzioni che tenessero conto dell’”interesse nazionale”.

Nel frattempo, ad esempio, i lavoratori del Colosseo – proprio al fine di garantire una fruizione costante da parte dei turisti – hanno operato in media per 11 ore al giorno senza che venissero pagati gli straordinari in quanto i fondi pubblici per il salario accessorio “dovevano essere sbloccati”.

Dopo tutto questo tempo, sempre i nostri “famigerati e cattivi” lavoratori del Colosseo hanno proclamato un ‘assemblea del personale al fine di discutere delle problematiche del settore ma, soprattutto, della questione dei (tanti) straordinari mai pagati.

La richiesta di assemblea è stata fatta nei termini previsti e autorizzata formalmente. Peccato, ad esempio, che post autorizzazione, molti tour operator “pare” non siano stati informati dall’Amministrazione pubblica rispetto alla chiusura – temporanea – del Colosseo.

Quel che è successo dopo è cronaca: la rabbia dei turisti, le grida “scomposte” del Governo contro i sindacalisti che “frenano” e, appunto, il decreto “emergenziale”.

Alla fine di questa vicenda almeno un risultato positivo è stato raggiunto: sono stati sbloccati i fondi per pagare (finalmente) gli straordinari al personale.

Buona vita a tutti.

CYRANO DE BERGERAC

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.