Parola di Galli della Loggia

Durante le battaglie, siano esse culturali o sindacali, spesso si presentano imprevisti o novità eclatanti.

Ebbene, per chi ha avuto l’opportunità di leggere l’editoriale del Corriere della Sera del 15 settembre a firma del prof. E. Galli Della Loggia dal titolo “La destra che l’Italia non ha” avrà trovato anche un argomento che riguarda da vicino il nostro Istituto.

Scrive, in particolare, il nostro illustrissimo professore a proposito della necessità che l’Italia si doti di una vera cultura politica (conservatrice): “E significa da ultimo prendersi cura della macchina dello Stato, delle sue articolazioni al centro e specialmente alla periferia, mantenendone le capacità di controllo sul territorio attraverso le prefetture, le sedi della Banca d’Italia, le intendenze di Finanza, le sovrintendenze alla tutela dei Beni culturali, eccetera. Dal momento che in Italia, bisogna convincersene, la rinuncia a questa funzione dello Stato non innesca quasi mai una benefica esplosione degli animal spirits della società civile, bensì quasi sempre quella dei porci comodi della medesima, sotto l’egida delle oligarchie locali quando non della malavita organizzata”. (grassetto ed altri effetti speciali grafici a cura del sottoscritto).

Queste sono le argomentazioni che da sempre la Fisac Cgil porta avanti nel cercare di dimostrare che la chiusura (progressiva) della rete periferica del nostro Istituto può produrre un incremento di episodi di malaffare – in campo economico finanziario – a danno dei cittadini.

Tra l’altro, le affermazioni sopra richiamate non vengono da un parente stretto di Lenin o di Marx, ma da un intellettuale da sempre schierato su posizioni di “destra” (ha ancora un valore la ripartizione della politica tra destra e sinistra? Magari un po’ si..), liberiste in economia, pertanto non così vicine al mondo sindacale e alla CGIL.

Evidentemente, la presenza di una funzione statale come quella esercitata dalla Banca d’Italia sul territorio viene difesa e valorizzata dalle persone che usano semplicemente il buon senso.

Nella speranza che finalmente il nostro vertice, tanto sordo e refrattario alle argomentazioni del “sindacato dei soviet”, si faccia “illuminare” da intellettuali liberali e liberisti,

buona vita a tutti.

CYRANO DE BERGERAC

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.