“Quello che non ho e’ una camicia bianca” (Noi siamo con – parte 2)

 

Pubblichiamo altri due articoli tratti da “La Repubblica” della scorsa settimana sulle vicende che contrappongono la Grecia all’Europa.
E’ evidente che dietro la discussione del debito pubblico greco vi sia la battaglia per un Europa più vicina ai popoli e più lontana dalle “lobbies” finanziarie.
Per questo noi siamo con Yanis.
Un’altra Europa è possibile!

L’amaca di Michele Serra
L’ IPOTESI che il ministro greco dell’Economia Varoufakis sia “un perditempo, un avventuriero e un dilettante” è verosimile. A patto di trovare una definizione consona anche per i sapientoni, gli espertissimi e i bilaureati che, da ministro o da superconsulente pubblico e/o privato, non hanno previsto la crisi, non hanno visto i capitali evadere dal mondo della produzione e infrattarsi nei paradisi fiscali, non hanno mosso un dito contro la decuplicazione dei redditi alti e la decimazione di redditi bassi, non hanno impedito che gli imbroglioni alla Madoff costruissero sui debiti privati colossali speculazioni (come edificare una cattedrale gotica su una voragine), non hanno legiferato per rafforzare i controlli e al contrario hanno de-regolato tutto il deregolabile e anche di più; insomma, per dirla con un eufemismo, non si sono distinti nella prevenzione dell’attuale catastrofe, e oggi come unico rimedio propongono in coro, con una sola voce, nuovi tagli allo stato sociale. Non si tratta di fare di tutta l’erba un fascio; ma insomma, la consorteria di tecnocrati che conduce o tenta di condurre l’economia europea avrebbe buon gioco a prendere per i fondelli Varoufakis e le sue improbabili camicie se avesse alle spalle una lunga teoria di successi; e di brillanti rimedi, almeno alcuni dei quali non punitivi per i poveri. Così non è. Non bastano la camicia bianca e la cravatta giusta per azzeccarci.

“Varoufakis dilettante? Ministri Ue veri incompetenti” di Eugenio Occorsio
ROMA . «Quello che è successo a Riga è surreale. Ma chi sono questi signori che si permettono di dare del dilettante a Varoufakis? Chi è questo Djisselbloem, i ministri austriaco, maltese, sloveno, slovacco? Solo politici preoccupati del loro destino personale in patria, per lo più esponenti della destra estrema in coalizioni di centrodestra, oppure terrorizzati che a casa loro accada qualcosa di simile all’ascesa di Syriza. Magari in Spagna o Portogallo, Paesi dove si sta per votare». James Galbraith, economista della Texas University di Austin, proprio non ci sta a vedere vilipeso e offeso di fronte a tutta Europa il suo compagno di istituto e grande amico Yanis Varoufakis. «Ma lo sanno che è uno dei migliori economisti del nostro tempo, loro che preparazione economica ne hanno zero? E che ha il solo torto, lui che era bandito dai talk-show politici in patria fino a poco tempo fa per ragioni politiche, di essersi messo al servizio del suo Paese per cercare di salvarlo dal naufragio dopo decenni di gestione, quella sì, incompetente e corrotta?» Però anche il ministro italiano Padoan, che non può essere certo accusato di essere un politico attaccato alla poltrona, ha accusato il governo di greco di tattiche dilatorie…
«Padoan è una persona troppo preparata e raffinata per non rendersi conto che bisogna dare un po’ di tempo alla Grecia. Io ho lavorato molto nelle passate settimane con Varoufakis e sono il primo ad ammettere che non tutti i documenti sono perfezionati, non tutte le tabelle sono complete in ogni loro parte, posso anche riconoscere che c’è qualche ritardo nelle traduzioni in inglese e francese dei testi. Ma bisogna rendersi conto che si tratta di riscrivere completamente le regole economiche con buon senso, ponderatezza, precisione. Su materie cruciali come stipendi, pensioni, privatizzazioni, evasione fiscale, corruzione, tasse. Il 20 febbraio a Bruxelles alla firma del preaccordo si era detto che il lavoro doveva essere completo per fine maggio: che senso ha ora, più di un mese prima, alzare così i toni? Solo per spaventare i mercati, o per riaffermare antiche gerarchie di potere in Europa? O forse non si vuole accettare il fatto che queste regole la Grecia ha deciso di scriverle da sola senza accettare quelle preparate dalla Troika o qualcosa di simile?».
Proprio qui sta il punto. I soldi, ci piaccia o no, sono un problema. Non pensa che i creditori comincino ad essere preoccupati di non rivedere il loro denaro?
«Se fanno così, non lo rivedranno davvero mai. Se invece permetteranno ad Atene di riprendere con le sue forze un cammino di crescita sicuramente sì, anche se in un futuro forse un po’ più lontano del previsto. Senza pretendere, per esempio, che il surplus di bilancio sia accantonato invece che essere investito. Guardi, in gioco qui c’è non solo il futuro della Grecia, ma anche dell’Europa e della democrazia. Ad un nuovo governo deve essere dato il tempo di attuare il proprio piano economico. Guardi, di tutto questo il più convinto oggi è il governo tedesco e direi personalmente la cancelliera Merkel».
Proprio lei?
«La signora Merkel si sta dimostrando una vera statista. E da questa sua nuova apertura beneficeranno anche tutti gli altri Paesi che sono stati distrutti dalla follia dell’austerity che ha aggravato oltre ogni misura una crisi che poteva essere risolta con rapidità. Ma questa è acqua passata. Il futuro sarà ben diverso, grazie alla conseguita consapevolezza tedesca. E di questo dovete tutti ringraziare Varoufakis».

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