Il torto di Enrico è tutto racchiuso nel non essere rimasto sufficientemente sereno. Parola di Matteo. Per quel che può valere la parola di chi di lì a poco farà esattamente il contrarlo di quanto asserito.
Nel bienno 2008 – 2010 Banca d’Italia aveva compiuto una sostanziale e sostanziosa riduzione/ristrutturazione della sua rete territoriale con la chiusura di ben 39 delle sue Filiali provinciali e la diversificazione dei compiti di quelle superstiti: Sedi regionali, Filiali ad ampia operatività, Filiali specializzate nei servizi all’utenza, distaccamenti di vigilanza sul sistema bancario, centri specializzati nel trattamento del contante.
AI termine di questo processo i vertici del nostro Istituto e lo stesso Governatore avevano affermato che la rete territoriale, risultante dalla ristrutturazione, era da considerarsi atta ed immutabile nel medio-lungo periodo, dandone assicurazione alle rappresentanze sindacali ed al personale dipendente. Non è possibile pensare un nuovo assetto territoriale ogni 10 anni: queste le parole del dr. Visco, con la promessa di un arricchita modulazione dei compiti operativi.
Pacta sum servanda, penserete. Pensiero da deboli ed ingenue “anime belle”. Che valore possono avere parole, promesse, impegni, rassicurazioni nel tempo del turbo-riformismo. Semplici inviti a restare sereni?
Così, dopo aver con granitica perseveranza proseguito l’accentramento alla Amministrazione centrale ed alle Sedi regionali dei compiti e della operatività cui contribuivano sinergicamente le Filiali provinciali, in materia di tesoreria dello Stato, vigilanza, indagine economica, servizi all’utenza, tesoreria unica degli enti territoriali, contazione, contrasto alla falsificazione delle banconote, iniziative di formazione economico-finanziaria indirizzate al mondo delle scuole, gestione del personale e della sicurezza, amministrazione e manutenzione di immobili e impianti ed al termine di un anno di finto confronto, finalizzato, a parole, alle prospettive di rafforzamento dei compiti delle rete territoriale, siamo oggi all’atto finale.
Le Filiali provinciali vengono trasformate in “riserve indiane” ed il personale addetto condannato ad un progressivo stato di inedia in attesa della morte annunciata e programmata entro il 2018 delle loro sedi di lavoro. Ma i vertici di Bankit, smaniosi di appuntare nuove medaglie sui loro ben remunerati petti, assicurano il rafforzato perseguimento delle funzioni dell’Istituto e della presenza(??!!) sul territorio.
Ai colleghi dell’ A.C., delle Sedi regionali, delle pochissime superstiti Filiali, delle STC va il mio augurio di conservare il bene più prezioso: la serenità!
Cavallo pezzato guerriero navajo
dalla riserva della valle dell’Ombrone.