Appena una settimana fa, la Banca lasciava di sasso i propri dipendenti comunicando la proroga delle misure “anti-covid” applicate negli ultimi due mesi. Sebbene quella strategia fosse stata disegnata in estate, quando i contagi erano circa un ventesimo di quelli registrati martedì scorso, e nonostante tutti i sindacati chiedessero di tornare alle misure adottate durante il lockdown di primavera, l’Amministrazione decideva che le cose andavano bene così, coi 5 giorni di presenza obbligatori al mese e tutto il resto.
Cioè, non proprio tutto, a dire il vero. Il rimborso per l’utilizzo del mezzo proprio per i colleghi fuori sede veniva garantito solo fino al 31 ottobre; evidentemente la Banca deve aver pensato che tutti i soldi non spesi in questi mesi in ticket restaurant/mensa/pulizie/cancelleria/climatizzazione degli uffici/trasferte&missioni/acqua corrente+acqua dei beverini/varie&eventuali non potessero compensare la spesa sostenuta per rimborsare quei colleghi che in tutta onestà non se la sentono di salire su un pullman affollato.
Né deve essere stata sufficiente una qualche considerazione circa una “responsabilità sociale” della Banca di non aggravare il trasporto pubblico, già in condizioni di affollamento da subcontinente indiano (che poi, pare che da qualche tempo, dalle parti di Calcutta, le persone che si ritrovano su un bus particolarmente carico esclamino “Diamine, pare di stare su un autobus italiano all’ora di punta!”).
E però la Banca lasciava uno spiraglio aperto: sulla base dell’andamento dei contagi, sarebbe stato possibile adottare misure diverse. E i contagi aumentavano, anche tra i colleghi.
Così, quando nel pomeriggio di venerdì si sono visti recapitare in cad un messaggio sull’emergenza covid, i colleghi si sono detti: la Banca ha capito.
Con lo sguardo scorrevano veloci il messaggio, alla ricerca di parole come “salute”, “smart working”, “split team”, “prevenzione dei contagi”. Lo rileggevano, forse avevano saltato qualche passaggio.
Tutto quello che vi trovavano erano preoccupazioni circa la “resilienza operativa della Banca” (letterale), e disposizioni organizzative date ai Capi Struttura e alle Direzioni locali su come organizzare il lavoro senza che la Banca risentisse di questa grande seccatura che è il covid-19.
Nel giorno in cui i contagi giornalieri avrebbero superato la soglia psicologica dei 10.000, la Banca scaricava la gestione dell’emergenza sui Capi Struttura e Direzioni Locali, individuando tra le soluzioni praticabili l’ampliamento del numero di addetti in grado di occuparsi di attività critiche e il prepararsi a un modello di lavoro su gruppi che non si incontrano mai in presenza (li chiameremo “i gruppi paralleli”).
Se i colleghi vorranno salvare la pelliccia, sarà il caso di darsi una mossa.
Bloody Mary
