Nel Paese Bankitalia, l’Amministrazione dovrebbe emanare concorsi con bandi chiari e nel rispetto delle norme, che pongano i partecipanti su un piano di pari opportunità e consentano una corretta competizione, nel più ampio fair play.
Però, se questo non accade, se ci si perde in giochetti di punteggi, accade che il popolo cominci a cercare spazio e, nel farlo, ad “acciaccarsi i calli”.
In questa situazione, è normale, si alzeranno tanti “però”, ognuno con una sua buona ragione, tutti in buona fede.
Però, davanti a questa platea, dove per effetto di un bando disgraziato sono sorti tanti “però” – tra ricorrenti e controricorrenti -, si può ancora scegliere: esasperare il conflitto che si è diffuso fuori e portare i “dolori al piede” fin dentro le mura dell’Istituto già all’assunzione, per coloro che supereranno le prove, oppure ripristinare una sana competizione, allargando le ammissioni a tutti, consentendo di partecipare e concorrere serenamente sulla base delle proprie competenze e capacità.
In uno spazio allargato, dove nessuno ha necessità di “fasse largo”, nessuno si “acciaccherà li calli” e c’è da essere sicuri che di questo beneficeranno i concorrenti, la Banca, il clima aziendale del futuro, senza nessun “però”.
Gli amici di Trilussa
