Fu in una cupa notte di novembre che il dott. Frankenstein dette vita alla sua Creatura. Dopo due anni di studio ed esperimenti, era riuscito a creare un nuovo essere vivente assemblando parti di cadaveri: la testa da uno, le gambe da un altro, il tronco da un terzo. Quando però vide il risultato del suo lavoro ne rimase così orripilato che scappò via, abbandonando l’orrenda Creatura al suo destino.
È stato invece in una soleggiata mattina di aprile che il dott. Bankenstein ha presentato al mondo la sua Creatura, cui ha dato il nome di Operatore di processo. Anche questo monstrum è stato creato mettendo insieme parti di altre figure professionali: il capoccione è stato preso da assistenti e assistenti superiori (“compiti di carattere operativo necessari per il funzionamento dell’unità”, “compiti ispettivi in accompagnamento”); le braccia dai vice assistenti (“attività di sportello”); dai segesi il tronco e le gambe (“sorveglianza e sicurezza degli stabili”, “centralino telefonico”, “conduzione di automezzi”, attività connesse ai “movimenti fondi”, “compiti di anticamera con abito-uniforme”). Assorbite queste porzioni più semplici, nella sua attività di Creazione il dott. Bankenstein ha invece tralasciato quelle più raffinate (“compiti che richiedono una maggiore esperienza professionale”).
Ci saranno dunque oltre 2500 Operatori monstrum che faranno tutto? Non proprio, perché le mansioni da svolgere in concreto verranno assegnate sulla base dell’expertise maturata. Perché gli Operatori saranno sì uguali, ma alcuni saranno più uguali degli altri. Almeno fino alla prima “emergenza” di carenza di personale.
La Creatura del dott. Frankenstein visse a lungo, ma nessuno se ne rallegrò: essa condusse una vita miserabile e uccise alcune persone.
Alla fine provocò perfino la morte del suo stesso creatore che, tormentato dal rimorso di averla creata, cercava invano di porre rimedio al proprio, mostruoso, errore.
Mary Shelley
