E’ di questi giorni la notizia che la CGIL ha raccolto complessivamente 3.300.000 firme per le tre proposte referendarie sul lavoro.
Abolizione delle norme che limitano il reintegro a chi è licenziato illegittimamente, abolizione dei “voucher” e abolizione delle norme che limitano la responsabilità solidale di chi appalta lavorazioni: sono questi i quesiti referendari che centinaia di migliaia di cittadini hanno mostrato di condividere.
Ciò vuol dire che in questo Paese si può ancora parlare di diritti e di solidarietà, che il sentire comune non è così prono alle cosiddette “logiche di mercato”, che c’è ancora chi pensa che la deregolamentazione del mondo del lavoro non sia la panacea di tutti i mali.
Un buon risultato? Potevano essere di più le firme? Forse, ma è oggettivo, non si può non tener conto di come attorno alle ragioni che sottendono i quesiti referendari sia stato eretto un muro da parte di chi sarebbe deputato ad informare: poche righe sui giornali e quasi nulla in TV. Chi si è occupato della raccolta ha, spesso, trovato un muro di “non conoscenza” degli argomenti che è stato difficile abbattere.
In ogni caso un risultato non scontato anche alla luce del fallimento di altre raccolte firme per importanti quesiti referendari e che, per quanto ci riguarda, deve fungere da stimolo per il Sindacato nella sua azione a difesa dei diritti di chi lavora; questo, e non altro, il significato del fatto che centinaia di migliaia di persone abbiano voluto condividere con la CGIL questa ennesima battaglia per i diritti. Una battaglia di civiltà.
Si tratta, ora e a prescindere dal responso della Corte Costituzionale che dovrà esprimersi sull’ammissibilità dei quesiti referendari, di continuare su questa strada. Non possiamo pensare che una battaglia del genere possa esaurirsi con una raccolta di firme. Quello fatto è solo un piccolo passo!
Come Fisac CGIL Banca d’Italia volevamo ringraziare tutti coloro che, all’interno del nostro Istituto, si sono impegnati nell’organizzazione dei banchetti e nella raccolta delle firme ma, soprattutto, quelle centinaia di colleghi che con la loro firma hanno contribuito al buon risultato raggiunto in Banca.
Roma, 5 luglio 2016
La Segreteria Nazionale
