Il Comitato Direttivo Nazionale della Fisac-CGIL Banca d’Italia, riunito in Roma sabato 7 marzo, giudica grave e inaccettabile la provocazione posta in essere dall’Amministrazione nel procedere – con nota del 3 marzo – alla convocazione delle Organizzazioni Sindacali, nella giornata di mercoledì 11 marzo 2015, “per fornire l’informativa preventiva
di cui all’art. 2, comma 11, delle intese in tema di relazioni sindacali sul progetto di riforma della rete delle Filiali”.
Il Protocollo d’intesa sottoscritto il 2 ottobre 2013 con l’Amministrazione aveva, infatti, previsto “un confronto senza pregiudiziali sul valore e sulle prospettive evolutive del ruolo delle
Filiali e sulla consequenziale configurazione della rete territoriale, al fine di individuare soluzioni sulle quali possa registrarsi la più ampia convergenza”.
Tale confronto deve al più presto essere riavviato, essendo – per la Fisac-CGIL – assolutamente inammissibile il ritenerlo unilateralmente concluso da parte dell’Amministrazione.
In questa prospettiva, la Fisac/CGIL, la Falbi, la Uilca/UIL e la Fiba/CISL, per le giornate del 16, 23 e 26 marzo, hanno già indetto azioni di lotta.
In costanza di tali azioni risulta, ovviamente, improponibile qualsiasi interazione della Fisac-CGIL con l’Amministrazione.
Anche alla luce di quanto emerso con chiarezza dal dibattito registrato nel corso dell’Assemblea Organizzativa del 6 e 7 marzo 2015, il Comitato Direttivo Nazionale della Fisac-CGIL Banca d’Italia
dà mandato alla Segreteria Nazionale di procedere alla rottura delle relazioni sindacali e alla disdetta della regolamentazione sul diritto di sciopero. Il Comitato Direttivo Nazionale della
Fisac-CGIL Banca d’Italia reputa necessaria una valutazione congiunta, da parte della Segreteria Nazionale, della questione con la Falbi, con la Uilca/Uil e con la Fiba/Cisl,
auspicando il conseguimento – per le azioni da porre in essere in futuro – del maggior grado di unitarietà possibile.
Roma, 7 marzo 2015

