
Il confronto sulla riforma dell’Area operativa sta entrando in una fase decisiva: la Banca ha preannunciato che nell’incontro di domani illustrerà “i numeri” della proposta, cioè le componenti economiche e i posti per i passaggi di Area e segmento, fondamentali per poter esprimere giudizi e controproposte.
Finora la discussione si è concentrata soprattutto sulla struttura generale del nuovo sistema, stabilendo alcuni punti che possono fungere da base di partenza, ma che senza dettagli di merito non costituiscono una proposta completa. Questi i punti su cui si svilupperà la proposta:
- articolazione dell’Area in due segmenti;
- una dinamica retributiva fondata prevalentemente su automatismi;
- il rafforzamento delle opportunità di passaggio verso l’Area manageriale;
- una fase transitoria che amplii le opportunità di crescita professionale;
- l’inclusione di tutto il personale operativo nel perimetro della riforma.
Al momento, e in assenza di dati numerici, riteniamo che i principali aspetti cui prestare attenzione siano i seguenti:
- mansioni adeguate, che valorizzino il contributo del personale e impediscano “scivoloni all’indietro” dovuti all’indifferenziazione mansionistica (un conto è chiedere flessibilità, un altro è riportare chi ha fatto una lunga gavetta al punto di partenza);
- recupero delle “generazioni perdute”: personale che ha visto sempre spostarsi le proprie occasioni (coadiutori, ma non solo) e/o che è stato trattato in maniera profondamente diversa da tutto il resto della compagine (operai di III junior e personale addetto al contante);
- molte più opportunità di crescita, dentro l’Area e verso l’Area manageriale, con posti più numerosi per i passaggi, previsione generalizzata di graduatorie, formazione ed esperienze all’estero accessibili a tutto il personale, più job posting per tutti gli operativi;
- valorizzazione nel transitorio di tutte le aspettative qualificate.
Se per giudicare l’intera proposta è presto, in assenza di dettagli, riteniamo però fondamentale sottolineare sin da subito quali principi devono essere tenuti in considerazione: la riforma può realizzarsi e funzionare se il personale coinvolto recupererà fiducia nella considerazione che la Banca ha dell’Area operativa.
Ciò è possibile se si riconoscono gli errori fatti: le categorie neglette, le funzioni trascurate, le potenzialità e competenze ignorate.
Questa riforma dovrà ripartire dagli sportelli e dalle macchine, dai ruoli tecnici e della spesa, da chi è arrivato sempre un po’ troppo tardi per avere un’occasione equa di progressione, dai trattamenti iniqui rispetto al salario e al lavoro remoto, dai vice titolari operativi esclusi dai job posting, da chi non è stato neanche considerato per la formazione solo perché operativo, da chi è stato valutato idoneo e poi dimenticato…
Se si danno risposte a queste persone, una riforma equa e innovativa sarà possibile per tutti e tutte.
Roma, 24 giugno 2026
Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia
