Welfare aziendale – Criticità proposte e richiesta di incontro

Siamo tornati, in data odierna, a scrivere alla Banca su un tema sempre più spinoso; il welfare aziendale (LEGGI).

Numerose sono le segnalazioni che continuano a pervenirci dal personale che evidenziano diverse criticità del sistema di flexible benefit; inoltre recenti interventi normativi richiedono un immediato adeguamento del sistema che per certi aspetti non si presenta già più in linea con l’evoluzione del quadro legislativo.

In merito, avevamo già interessato con lettera l’Amministrazione a febbraio 2022; alle numerose problematiche evidenziate la Banca aveva dato solo parziale riscontro con i due question time del 25 febbraio e del 9 marzo scorsi.

Alcune criticità attengono alle carenze del sistema di convenzionamento, che segna addirittura un passo indietro rispetto al precedente gestito dal Casc, con alcuni storici operatori che non sono più convenzionati, come per fare un esempio il Gruppo Alpitour, ovvero con la necessità da parte di ciascun dipendente di agire come un “procacciatore d’affari” per far convenzionare la struttura di cui si avvale (non sia mai che sia la stessa Eudaimon, su segnalazione del collega, ad attivarsi con la struttura). Altre carenze attengono alle modalità di utilizzo del credito welfare: basti pensare ai rimborsi delle spese di istruzione, non consentii se trattasi di corsi seguiti dallo stesso dipendente; alla limitata offerta per il personale in quiescenza; alle difficoltà riscontrate nell’utilizzo del credito vincolato per i figli con disabilità.

Tra le novità normative basti pensare ai cd. bonus energia e carburante e all’innalzamento a 600 euro della detassazione del welfare aziendale.

Abbiamo quindi chiesto alla Banca un incontro urgente in sede negoziale (e non solo tecnica) per affrontare le diverse situazioni elencate nella lettera e molte altre.

Abbiamo inoltre fatto già da ora presente, con ampio anticipo, la nostra contrarietà a un’eventuale proroga di un anno del contratto in favore della Eudaimon se non verranno risolte, sul tavolo negoziale, le diverse questioni: conosciamo infatti la cattiva abitudine dell’Amministrazione, a ridosso della scadenza contrattuale, a concedere proroghe per la mancanza di tempo necessario a procedere a un nuovo bando.

Muovendosi già da ora sarà possibile risolvere le questioni problematiche o, in alternativa, imbastire già il nuovo bando.

La FISAC Cgil Banca d’Italia lavora e lavorerà per garantire un sistema di welfare aziendale che davvero contribuisca ad accrescere il benessere di tutti i lavoratori, presenti e passati, della Banca d’Italia.

Roma, 14 settembre 2022

La Segreteria Nazionale

 

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