Navigare a vista – Può portare contro gli scogli

Continua la navigazione a vista nel Servizio Banconote, dove giorno dopo giorno emerge sempre di più l’incapacità di gestione dello stabilimento che pure rappresenta un Servizio strategico e fondamentale per l’Istituzione Banca d’Italia, anche nell’ambito dell’Unione monetaria, e che per lustri è stato fiore all’occhiello del nostro Istituto.

Mercoledì scorso siamo stati convocati per una mezz’oretta, a fronte dell’esigenza della Banca di trovare una soluzione al problema dell’arrivo, a tarda ora, di carta valori proveniente da paese straniero. In tutto si tratterebbe di quindici scarichi nel biennio 2022/23, di cui quattro già avvenuti.

La soluzione prospettata, che non ci ha trovato d’accordo, è stata quella di un turno di lavoro dalle 12.00 alle 21.30, nei giorni previsti per alcuni addetti alla logistica.

Questa soluzione, se da una parte affronta in maniera strutturale l’esigenza sopra descritta, non tiene conto dei riflessi connessi all’organizzazione di detto turno nel settore interessato, che si troverà ogni volta sguarnito dei 2/3 degli addetti, con conseguente aggravio di lavoro per il resto della compagine. La Fisac CGIL esprime forti perplessità anche riguardo alla rassicurazione, da parte della Banca, che si tratta solo di un periodo circoscritto e che durerà poco.

Intanto, grazie alla firma dei tavoli di maggioranza, il turno è diventato realtà senza un riconoscimento adeguato al disagio dei colleghi “obbligati”, a questo punto, al nuovo orario.

In particolare, abbiamo constatato che per la Banca poco o nulla vale lo sforzo extra che i lavoratori dovranno sopportare per rispettare le tempistiche di questo impegno che, con l’accordo sottoscritto dai tavoli di maggioranza, viene praticamente allineato ad un qualsiasi turno “ordinario” effettuato in altri Servizi nonostante le differenze evidenti delle lavorazioni, andando così a rappresentare un unicum nel panorama lavorativo di Banca.

Preoccupa anche, come abbiamo esposto alla Delegazione aziendale, la poca considerazione che ad oggi la dirigenza di Banconote ha dato al mancato accordo sugli obiettivi di produzione e relativo premio per il 2022; dal nostro punto di vista si tratta di una gestione dello stabilimento fallimentare che tende a scaricare sui lavoratori incapacità gestionali sempre più evidenti, con obiettive responsabilità per il “surriscaldamento del clima”.

Giocare a “braccio di ferro” non è utile per nessuno, ma ci aspettiamo che al più presto si possa trovare un accordo in materia; la Fisac CGIL ha sempre cercato un equilibrio tra le esigenze produttive e le aspettative degli addetti al Servizio e non ha mai introdotto azioni strumentali per far valere le proprie posizioni.

Per quanto riguarda la possibilità chiesta dal primo tavolo della Carriera operativa, con dichiarazione a verbale, di affrontare in sede centrale il tema relativo al premio produzione 2023/25 e condivisa dal Segretario Generale il giorno 8 c.m. con Nota n. 1068987/22, con una procedura a dir poco irrituale, ci aspettavamo un po’ di coraggio e correttezza da parte dell’Amministrazione; molto più opportuno sarebbe stato infatti condividere la scelta sulla stessa dichiarazione a verbale con tutte le altre Sigle: il metodo sarebbe risultato più credibile e sincero, al di fuori di bizantinismi che rendono le relazioni sindacali sempre più difficili e oscure.

Roma, 13 luglio 2022

La Segreteria Nazionale

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