DESK RUN

 

LA NATURALE CORSA ALLA SCRIVANIA IN UNA BANCA IN CRISI D’IDENTITA’

Uno dei fenomeni più temuti in ambito bancario è la cosiddetta “corsa agli sportelli”, o “bank run”: al diffondersi di voci su una possibile insolvenza della propria banca, tutti i correntisti corrono a prelevare i propri depositi; per la banca scaturisce rapidamente una crisi di liquidità che rischia di portarla al fallimento. Si tratta di un fenomeno assai temuto, collegato in genere a crisi finanziarie, sul quale vigilano attentamente le autorità monetarie.

Singolare quindi che, proprio in una di queste, si verifichi un fenomeno simile: al diffondersi di evidenze di mancato rispetto di accordi da parte della Banca, tutti i dipendenti che avrebbero dovuto lavorare secondo il modello ibrido definito, corrono a preservare la propria scrivania; la Banca, che vive una crisi d’identità divisa tra logica presenzialista e logistica da smart working, rischia di andare completamente in tilt.

Probabilmente, nel mondo del futuro, si potrebbe immaginare un ufficio totalmente privo di postazioni fisse…difficile invece concretizzarlo nel mondo presente, specie dato che la Banca sta cercando in tutti i modi di renderlo più simile possibile al passato.

Sorprende infatti che, mentre il modello ibrido è ancora da testare, come l’Amministrazione ha affermato aggiudicandosi il vilipendio da parte di tutti lavoratori, le scrivanie a rotazione siano già una realtà pressoché ovunque e che non si programmi altro che questi.

Manca peraltro qualunque programmazione degli spazi degli uffici: dopo averci fatto venire a noia la parola socializzazione, infatti, la Banca si è guardata bene dal pensare che, nei giorni di lavoro in presenza, sarebbe molto opportuno che ciascuno si trovi a lavorare in prossimità dei propri colleghi di Divisione e non in una postazione ubicata chissà dove, che genera la stessa prossimità ai colleghi del lavoro da casa, circondati da estranei, tutti in call col proprio ufficio, in un caos generale.

Si è guardata bene anche dal contemplare che uno dei principi fissati con gli accordi su lavoro ibrido è quello della volontarietà, per cui non è escluso che in molti possano trovarsi tutti insieme in presenza lo stesso giorno.

Ha poi trascurato i seri problemi di salute e sicurezza sul lavoro che stanno emergendo: con i contagi in crescita è già capitato che le postazioni siano condivise in presenza di casi di positività, mentre delle sanificazioni necessarie non si ha alcuna notizia e alcuna traccia.

Insomma, in questo contesto privo di programmazione, il rientro in ufficio sembra diventare sempre più un momento indesiderabile per i lavoratori, che fa immaginare scenari da aereo soppresso, con gente seduta nei corridoi di fianco al proprio trolley con dentro pc e spazzolino: normale che si generi una generale corsa al mantenimento della scrivania.

La Fisac CGIL ritiene che la questione delle scrivanie a rotazione vada affrontato con la dovuta attenzione e con una capacità di programmazione che non può essere improvvisata, con un numero congruo di postazioni a disposizione – superiore al numero di presenze medie – e intende approfondire le tematiche di salute e sicurezza lavoro connesse.

Rimane da rilevare come, alla grande fretta di ripensare gli spazi da parte della Banca, non corrisponda ancora quella di rispettare gli accordi, come sottolineato dalla nostra lettera (LEGGI).

Su questo la Fisac CGIL non ritiene la questione esaurita dalla goffa (LEGGI) risposta ricevuta dall’Amministrazione.

Roma, 20 aprile 2022

La Segreteria Nazionale

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