Siamo al termine del periodo estivo e, finite le vacanze, ci troviamo a dover commentare, nostro malgrado, i soliti atteggiamenti del vertice dell’Istituto che si ostina a prendere decisioni che riguardano i colleghi in totale e assoluta autonomia.
In questo caso merita commentare il recente scambio di lettere tra Fisac e Amministrazione riferito all’impiego di alcuni nostri colleghi presso locali Corti di Appello (cfr. Allegato).
Ebbene, nonostante le esperienze fatte non sempre positive e il periodo festivo (quasi) passato senza che abbia portato maggiore discernimento, la Banca dice chiaramente al sindacato che ha deciso l’impiego di alcuni colleghi all’esterno del nostro Istituto secondo modalità di scelta e di impiego che la Banca stessa valuterà con il Ministero della Giustizia.
La Fisac aveva chiesto semplicemente di fare una discussione in materia, visto che il ‘fenomeno’ si sta allargando a più filiali d’Italia, con riferimento esclusivo agli impatti sul personale.
Trattasi di un piccolo ma significativo episodio di come il nostro vertice, ahimè, continua a pensare le relazioni aziendali: il sindacato viene coinvolto quando non se ne può fare a meno o quando ha le stesse idee dell’azienda. Per il resto, non esiste!
Sono ormai lontani i tempi in cui un sano rapporto tra banca e rappresentanze dei lavoratori coniugava il miglioramento delle condizioni dei colleghi insieme alla tutela dell’interesse generale.
Ma noi non ci arrendiamo….
Cyrano de Bergerac