UN PREMIO ALLA CARRIERA

 

Un premio alla carriera. Non esistono altre definizioni per commentare la decisione dei Commissari Governativi (sic!) di nominare Marco Pucci direttore generale degli stabilimenti dell’Ilva di Taranto.

Un uomo di spessore che, nel passato, ha avuto modo di cimentarsi nel campo siderurgico e di mostrare il suo valore perseguendo il meglio per le aziende che gli hanno affidato alti incarichi.

E, questo, sembra che sia il miglior biglietto da visita per i Commissari Governativi (sic!) che devono decidere a chi affidare un sì gravoso incarico.

L’importante è che venga perseguito il profitto per le aziende. E’ la modernità, signori.

Che, poi, il profitto per le aziende comporti dei danni collaterali, in maniera analoga alle nostre guerre per la “libertà”, è cosa su cui possiamo tranquillamente sorvolare visto che per arrivare al bene, ahimé, noi modernisti sappiamo che occorre anche saper accettare il male.

Cosa, quindi, volete che sia quanto avvenuto alla ThyssenKrupp, di cui il nostro era un alto dirigente, dove sette operai sono morti, in maniera atroce, tra le fiamme sviluppatesi in un contesto infernale in cui, in nome del profitto, si incentivavano i lavoratori a turni massacranti (in uno stabilimento che si avviava alla chiusura…) in assenza delle più basilari condizioni di sicurezza. Sette uomini, sette padri, sette figli, sette mariti, sette lavoratori…

Solo danni collaterali, così come le devastazioni di interi territori (Taranto, Gela, Augusta, Marghera…) dove acciaierie, petrolchimici e quant’altro presentano il conto del loro operato.

Notizie dell’ultima ora ci informano, però, di come il sig. Pucci abbia declinato l’incarico per meglio affrontare un processo in Cassazione sulla congruità della pena che gli verrà comminata (la stessa Cassazione ha già stabilito le sue colpe) in merito al “danno collaterale” di cui sopra.

La riflessione che ci viene spontanea è se l’esistenza della magistratura non sia un ostacolo a quanto ci sia di più importante nel mondo del lavoro (il profitto delle aziende) e non sia, quindi, un retaggio del passato, un anacronismo così come anacronistico è il comportamento di coloro che si ostinano a provare ad inserire nel cellulare il gettone telefonico (cit. “Su coloro che ancora parlano di diritti dei lavoratori”, Matteo Renzi).

Avanti sulla strada della modernità in un Paese dove i dirigenti più la fanno grossa più vengono premiati!

Pasquino

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.