Il Direttorio dà l’esempio?

La nostra alta dirigenza, con l’avvento della crisi economica, si sta sperticando in tutti i consessi economici e politici di una certa importanza nel chiedere l’avvio immediato di riforme radicali in tutti i settori e in special modo nel mercato del lavoro, all’insegna del totem della “moderazione salariale”.
A seguito dell’esplicitazione di questi alti principi etici, anche al nostro interno abbiamo assistito, tra l’altro:
– Al blocco degli stipendi dei dipendenti Bankitalia fino almeno al 2015.
– Alla proposta di riformare le carriere destinando risorse aggiuntive esclusivamente ad una piccola parte del personale (i “meritevoli”, categoria non facilmente individuabile con i criteri della banca).
– Alla modifica unilaterale dei coefficienti di conversione della previdenza “complementare” così da ridurre drasticamente gli importi delle future pensioni dei post ’93.
– Alla volontà di chiudere, con conseguenze negative sulla cittadinanza, un numero indefinito di filiali.
Tutte queste iniziative sono sempre state accompagnate da frasi del tipo “bisogna dare l’esempio” oppure “c’è la crisi” oppure “ bisogna autoriformarsi prima che lo facciano dall’esterno”.
Pare veramente strano che con queste premesse, ancora il nostro Direttorio, non dia alcun ascolto al “consiglio”, sempre proveniente dalla “politica”, di autoridursi lo stipendio fino all’importo previsto per il Presidente della Repubblica, proprio per dare l’esempio al paese in un momento così difficile.
Se qualche lettore, anche meno distratto dello scrivente, riesce a vedere la coerenza di questo disarmante scenario italiano è pregato di segnalarlo.
Alla prossima….

Cyrano de Bergerac

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