Riforma della Carriera Operativa – Si intravede il quadro d’insieme

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Nell’incontro del 20 novembre sembra essersi delineata più compiutamente la proposta della Banca sulla riforma della Carriera operativa.

La Banca chiede più flessibilità e avanza proposte che rischiano di portare nuove diseguaglianze, nonché peggioramenti economici e mansionistici.

Unica nota davvero positiva è il mantenimento del profilo Tecnico Operativo e la manifestata volontà di aumentare la permeabilità tra tale profilo e il resto dell’Area operativa, come fin dall’inizio richiesto dalla Fisac CGIL per evitare pericolose ghettizzazioni degli operai.

Di seguito, sintetizziamo la proposta della Banca.

STRUTTURA

L’area operativa verrebbe divisa in due macro-segmenti, Supervisori e Addetti (nel segmento Addetti rientrerebbe anche il profilo Tecnico Operativo).

È stata dunque respinta, ad oggi, la proposta della Fisac CGIL di un terzo segmento, che consentirebbe di dare a tutti i Colleghi della Carriera operativa sia una giusta distinzione mansionistica che una crescita economica visibile.

La previsione di un unico calderone mansionistico per tutti gli Addetti va ad esclusivobeneficio della Banca, che ottiene massima flessibilità senza offrire nulla in cambio. Non premia il valore dell’esperienza lavorativa e formativa. Espone i più giovani ad un sovra-utilizzo rispetto all’inquadramento all’assunzione e chiude loro le porte alla possibilità di prevedere l’abbandono di mansioni “meno gratificanti” con la promozione al segmento superiore.

PROGRESSIONE DI CARRIERA

Per il passaggio dal segmento Addetti a quello dei Supervisori è previsto, nei primi cinque anni di entrata in vigore della riforma, il raddoppio dei posti messi a concorso (da 50 a 100 l’anno), per portare a 1/3 il rapporto tra numero di Supervisori e numero di Addetti.

La prova da sostenere verrebbe modificata, introducendo un quiz a risposta multipla per renderla più oggettiva, e una verifica orale per valutare le capacità relazionali dei candidati.

Per la Fisac CGIL questa soluzione, soprattutto se inserita in un contesto invariato rispetto all’attuale, potrebbe portare un forte rischio di svilimento del ruolo dei Supervisori, attuali e futuri.

Innanzitutto, se permarrà la scarsa alimentazione dell’Area operativa, il grosso ampliamento del segmento Supervisori creerebbe lacune in termini di organico nel segmento Addetti, compensabili solo facendo svolgere ai Supervisori, di fatto, le stesse mansioni degli attuali Assistenti.

Peraltro, eventuali modalità semplificate di svolgimento del concorso creerebbero un problema non di poco conto con chi ha sostenuto la prova secondo il modello odierno e rischierebbero di svilire anche il risultato ottenuto dai nuovi Supervisori, così selezionati.

Per i passaggi dall’Area operativa all’Area manageriale nulla di nuovo.

Non è prevista alcuna prova di reinquadramento di Coadiutori nel segmento Expert, creando in questo modo, di fatto, una categoria di “Figli di un dio minore. La giustificazione fornita dalla Banca è che, altrimenti, si dovrebbe coinvolgere anche la maggioranza sindacale dell’Area manageriale.

Sul passaggio da Supervisore a Consigliere, ruolo di cui la Banca afferma di aver forte necessità, la Fisac CGIL ha chiesto una garanzia, in termini percentuali, sul numero di posizioni messe annualmente a concorso.

Questa O.S. reputa infatti fondamentale, per valorizzare il ruolo del Supervisore, la presenza di un vero sbocco al segmento Consigliere.

Altre soluzioni, quali un aumento delle uscite dal Supervisore verso l’Expert con promozione per concorso (cosa diversa, da un reinquadramento), sarebbero la definitiva consacrazione dello svilimento del ruolo del Supervisore.

Sul concorso interno per il segmento Expert riservato ai colleghi dell’Area operativa con 5 anni di anzianità, si è configurata la possibilità di un ripensamento della prova, ad oggi troppo focalizzata su conoscenze accademiche e poco su competenze professionali.

ASPETTI ECONOMICI E PROGRESSIONE

La dinamica economica pensata dalla Banca si articolerebbe sulla previsione di passaggi di segmento con modalità concorsuale e, all’interno del segmento di appartenenza, di passaggi di livello economico con cadenza biennale, garantiti salvo demerito e con importi pari a circa il doppio degli attuali scatti pesanti annuali (o degli “scatti unici”,  per i gradi attuali che non prevedono distinzione tra “pesanti” e “leggeri”). All’interno di ogni segmento ci sarebbero quindi incrementi differenziati di livello stipendiale (“passi” differenziati).

Per la Fisac CGIL, tale meccanismo di corresponsione dei passaggi di livello comporterebbe sia un allargamento della forbice stipendiale (soprattutto a discapito dei più “giovani di Banca”), che una perdita economica dovuta al differimento temporale nell’attribuzione dei livelli.

Differimento che per i Colleghi post ’93 (assoggettati al sistema pensionistico “contributivo”), potrebbe risultare ancora più dannoso.

Pertanto, lo scatto biennale potrà essere accettabile solo a fronte di incrementi negli importi, consistenti e tali da compensare il differimento temporale e l’allargamento della forbice stipendiale.

Verrebbe, infine, prevista la corresponsione di un bonuscondizionato al raggiungimento di obiettivi individuali ed erogato “una tantum”.

L’esperienza pregressa e la riforma dell’Area manageriale insegnano quanto pericoloso sia, in termini di clima lavorativo, utilizzare questo tipo di leve, che poco si prestano a un riconoscimento del valore del singolo e molto alla creazione di un clima conflittuale e non collaborativo tra colleghi.

Roma, 22 novembre 2018

                                                                                            La Segreteria Nazionale

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