Banca d’Italia: presente e futuro

Grande successo di partecipazione per l’iniziativa della Fisac CGIL Banca d’Italia tenutasi il 3 febbraio.

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Nella giornata di venerdì, come preannunciato, si è tenuto – presso la Scuola di Economia e Studi Aziendali dell’Università degli Studi di Roma Tre – il convegno “Banca d’Italia: presente e futuro. Quale Istituzione al servizio del Paese?”.

L’iniziativa, che costituisce l’inizio di un percorso di analisi ed approfondimento, ha rappresentato l’occasione per un necessario confronto sul tema “Banca d’Italia” con altri soggetti sociali, come esponenti del mondo accademico e studentesco.

La nostra Federazione di categoria ha condiviso l’importanza di avviare un dibattito su questa tematica, che inerisce alla democrazia economica di questo Paese, e collaborerà per rafforzare il percorso avviato.

La Banca Centrale e il sistema finanziario sono materie in cui anche la Fisac CGIL Banca d’Italia intende avanzare proposte, evidenziare criticità, esprimere priorità, sempre nel presupposto indefettibile del dialogo e del confronto come terreno di coltura di ogni progresso.

Introducendo i lavori, il Segretario Coordinatore Alessandro Agostino ha sottolineato come, nella percezione comune, si sia assistito ad un lento declino dell’Istituzione Banca d’Italia, con conseguente messa in discussione del patrimonio di autorevolezza accumulato nel tempo. Non si tratta, tuttavia, di un processo irreversibile: nella crisi economica, la Banca d’Italia deve recuperare la sua centralità, ad esempio con un ruolo più forte nell’ambito della Vigilanza Europea. Il rilancio dell’istituzione, nel suo complesso, non può prescindere dalla necessità di rispondere in modo efficace alle istanze che provengono dalla società. Nella materia dell’Arbitro Bancario e Finanziario va accolta con favore la decisione dei vertici della Banca di creare quattro nuovi collegi territoriali, che però non risultano ancora sufficienti; l’educazione finanziaria, iniziativa pregevole, ha il difetto di raggiungere un numero troppo ridotto di studenti e di escludere del tutto, dalle iniziative in questione, il mondo delle imprese nonché le persone non più in età scolare – forse le più “bisognose”, in tal senso.

L’Istituzione potrebbe inoltre vedere una ulteriore possibilità di sviluppo nell’assumere le funzioni di un’agenzia di rating (cosiddetta ECAI), sulla falsa riga di quanto fatto dalla Banca Centrale francese.

I relatori intervenuti durante i lavori, pur rilevando alcune criticità che al momento colpiscono il nostro Istituto, percepito talvolta come un soggetto troppo lontano e non sempre in grado di rispondere alle richieste di “tutela” avanzate dal risparmiatore, hanno concordato sulla necessità di preservare e valorizzare l’istituzione “Banca Centrale”, le cui caratteristiche di autonomia ed indipendenza costituiscono una garanzia fondamentale per il Paese.

Prossimamente renderemo disponibili sul nostro sito internet la registrazione del convegno su supporto audiovisivo e la relativa documentazione.

Roma, 6 febbraio 2017

La Segreteria Nazionale

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