
La Banca apre alla concessione di giornate aggiuntive di lavoro da remoto per le colleghe e i colleghi interessati, con scarsissimo preavviso, dalla chiusura del proprio stabile di appartenenza durante il periodo estivo.
Con una lettera (LEGGI), avevamo formulato una richiesta semplice: se è la Banca a decidere di chiudere uno stabile per conseguire un risparmio energetico, non può essere il lavoratore a sostenere il costo di quella scelta consumando il proprio budget personale di giornate da remoto.
La risposta è arrivata (LEGGI).
L’Amministrazione conferma che il nuovo calendario nasce dall’obiettivo di rafforzare il risparmio energetico e riconosce che l’aggiornamento comunicato il 17 luglio scorso, con l’ampliamento del numero degli edifici interessati e il prolungando della chiusura di alcune strutture, potrebbe arrecare disagi alle colleghe e ai colleghi.
E meno male…
Immaginiamo che l’impatto ecologico delle chiusure previste rappresenti un beneficio per il pianeta, ma riteniamo che il vantaggio non sia irrilevante nemmeno per il bilancio della Banca: climatizzazione, illuminazione, pulizie, vigilanza, servizi e tutti i costi connessi al mantenimento in funzione degli edifici.
Accogliamo altresì con favore l’apertura dell’Amministrazione, che ha comunicato alle Direzioni delle Strutture interessate la necessità di valutare “con la massima attenzione e possibile favore” le richieste individuali di giornate aggiuntive di lavoro da remoto rispetto al massimale previsto, compatibilmente con le attività programmate e i piani ferie.
Si tratta di un’apertura che valutiamo positivamente anche se, a dire il vero, non introduce nulla di realmente innovativo. L’accordo quadro sul lavoro ibrido del 2021 prevedeva già la possibilità di autorizzare lavoro da remoto oltre i limiti ordinari in presenza di situazioni eccezionali o per esigenze dell’Amministrazione, fattispecie nella quale riteniamo rientri pienamente anche quella oggi in discussione.
Accogliamo quindi con favore anche la notizia che il tema verrà affrontato anche nella trattativa in corso sull’orario di lavoro. Auspichiamo che quella che oggi viene presentata come una valutazione rimessa alle singole Direzioni diventi una regola generale e automatica.
In altre parole, ogni volta che la Banca disponga, per proprie esigenze organizzative, energetiche o economiche, la chiusura di uno stabile, le corrispondenti giornate di lavoro da remoto dovranno automaticamente aggiunte al budget individuale dei lavoratori, senza necessità di presentare alcuna istanza.
Nel frattempo, invitiamo tutte le colleghe e tutti i colleghi interessati dalle chiusure degli stabili – e non soltanto quelli coinvolti dall’ultimo aggiornamento comunicato a luglio – a presentare alla propria Direzione la richiesta di estensione del massimale annuale per un numero di giornate corrispondente alle chiusure disposte dall’Amministrazione.
Riteniamo infatti che questo principio debba valere per tutti e non soltanto per chi ha subito un preavviso insufficiente.
Roma, 28 luglio 2026
FISAC CGIL BANCA D’ITALIA – Roma A.C.
Richiesta fac-simile
Alla Direzione del Servizio /Struttura ________________
Il/La sottoscritto/a ______________________ addetto/a al Servizio _____________
Considerata la chiusura dello stabile disposta dal ________ al __________ dall’Amministrazione e tenuto conto che l’accordo sul lavoro ibrido consente estensioni del remoto in situazioni eccezionali o per esigenze della Banca,
CHIEDE
di poter usufruire, per le giornate di chiusura dello stabile, di giornate di lavoro da remoto aggiuntive rispetto al proprio budget annuale.
La richiesta è coerente anche con la recente indicazione dell’Amministrazione alle Direzioni di valutare con particolare favore tali richieste.”
Roma, 28 luglio 2026
La Segreteria Nazionale