
ALLORA SERVONO ANCHE CHIAREZZA
PROPORZIONALITÀ E RICONOSCIMENTO
Il 20 aprile è previsto l’incontro informativo sull’aggiornamento delle Circolari 298 e 309, alla luce delle novità introdotte dal d.lgs. 208 del 31 dicembre 2025.
Parliamoci chiaro: non siamo di fronte a un semplice aggiornamento tecnico.
Si interviene su un terreno delicato, che riguarda conflitti di interesse, incarichi successivi alla cessazione del rapporto, investimenti finanziari privati, accesso a informazioni sensibili e nuovi possibili vincoli per una parte del personale.
E proprio per questo non accetteremo che, dietro formule generiche e richiami astratti all’integrità dell’Istituto, si costruisca un sistema fatto di obblighi sempre più stringenti, margini interpretativi troppo ampi e responsabilità scaricate sui colleghi.
Le regole servono, certo. Ma devono essere chiare, proporzionate, trasparenti, scritte insieme e uniformemente applicate.
Quando una disciplina incide direttamente sulla libertà individuale, sulle prospettive professionali, sulla gestione degli investimenti o sull’assunzione di incarichi, non è sufficiente richiamare principi condivisibili: è necessario chiarire con precisione chi ne sarà interessato, in quale misura, per quanto tempo e con quali garanzie.
Questo vale ancora di più per il personale che opera nei settori più esposti, compresi quelli legati alla vigilanza, alla sorveglianza, alla risoluzione e alle attività sui mercati finanziari, dove il rischio è che si allarghi progressivamente il perimetro dei vincoli senza una definizione chiara dei confini e senza una reale attenzione agli effetti concreti sulle persone.
Per noi il punto è molto semplice: non si può continuare a chiedere sempre di più ai lavoratori senza riconoscere il peso dei vincoli che vengono loro imposti.
Se si ritiene necessario introdurre limitazioni ulteriori, incompatibilità più estese, controlli più penetranti o restrizioni più severe, allora si deve aprire anche il tema del riconoscimento di quella particolare condizione professionale. Perché il vincolo, quando è reale, non può essere considerato neutro. E ciò che non è neutro non può restare senza conseguenze sul piano della considerazione organizzativa ed economica.
Non lo affermiamo per spirito polemico, ma per un elementare senso di serietà verso chi opera quotidianamente in contesti delicati, esposti e sempre più regolamentati. A questi colleghi non si possono imporre nuovi obblighi senza avviare almeno un confronto esplicito sul necessario equilibrio tra doveri, responsabilità e adeguate forme di riconoscimento.
Per questo seguiremo con grande attenzione l’incontro del 20 aprile.
E per questo chiediamo fin da ora a tutte le colleghe e a tutti i colleghi di segnalarci osservazioni, dubbi, criticità o casi concreti sul tema.
Vogliamo arrivare al confronto con l’Amministrazione avendo ben chiaro un punto:
le regole si discutono, i vincoli si motivano, e i sacrifici non si pretendono in silenzio.
Scriveteci. Le vostre osservazioni saranno fondamentali per costruire una posizione sindacale forte, concreta e davvero utile a tutti.
Roma, 15 aprile 2026
La Segreteria Nazionale