
L’incontro dello scorso 9 luglio con l’Amministrazione ha confermato quanto andiamo denunciando da mesi: non condividiamo l’impostazione della Banca sia sulle misure di sostegno, largamente insufficienti, che sulla platea coinvolta. La lettura del testo inviato dalla Banca, nella quale abbiamo notato differenze sostanziali e importanti (mai comunicate) rispetto alle slide mostrate durante l’incontro, ci conferma che non ci sono le condizioni per concludere utilmente la trattativa: l’auspicio è che le ferie portino consiglio e la Banca torni a settembre con un diverso approccio.
La piattaforma
Abbiamo divulgato da tempo la nostra prima piattaforma, costruita attraverso un confronto costante con i colleghi direttamente interessati, contiene richieste puntuali e ragionevoli, tese a coniugare l’interesse dell’Amministrazione con la tutela concreta delle persone.
Il confronto con i colleghi e colleghe, effettuato di persona e online, anche nel partecipato webinar di ieri 10 luglio, nonché il confronto con i sindacati disponibili al dialogo, ci fornisce spunti per la sua innovazione. Per la loro condivisione con la Banca, tuttavia, riteniamo di dover in primo luogo attendere della risposte – finora parziali, e in alcuni casi del tutto assenti – nonché il ripristino di un confronto serio, in cui le proposte non spariscano magicamente dai testi dopo gli incontri.
Chiediamo con forza che si intervenga per ampliare il ventaglio di misure di sostegno, rendendole realmente efficaci e rispettose delle diverse situazioni individuali. Servono garanzie sulle sedi di destinazione, sul riconoscimento dei carichi familiari, sulle indennità per chi sarà costretto a cambiare città. Servono percorsi chiari di valorizzazione professionale per chi si troverà a ricoprire ruoli diversi da quelli attuali. Serve – soprattutto – che ogni passaggio sia fondato sulla volontarietà e non sull’imposizione unilaterale.
Il prosieguo
Abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a restare al tavolo fino all’ultimo minuto utile, pronti a trattare su ogni proposta seria e utile. Ma non siamo disposti a legittimare, con la nostra firma, un impianto che scarica le conseguenze della riorganizzazione sulle spalle dei lavoratori.
Questa trattativa deve essere corretta nel merito e nel metodo. Ma servono volontà politica, serietà e disponibilità al confronto vero.
Noi ci siamo. Ora tocca alla Banca dimostrare di voler costruire soluzioni eque, sostenibili e condivise.
Roma, 11 luglio 2025
Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia
