Riforma delle carriere operative – La proposta della CGIL

Oggi – finalmente – Sindacati e Banca tornano a incontrarsi per discutere sulla tanto attesa riforma delle carriere operative.

Sarà fondamentale – fin da questo primo incontro – capire se la Banca voglia davvero, arrivare ad una riforma che porti un concreto miglioramento della situazione e delle prospettive del personale operativo.

La Fisac CGIL presenterà oggi alla Delegazione aziendale la sua proposta.

Di seguito, se ne riportano i punti salienti e ci aspettiamo – come di consueto – il contributo di tutti i colleghi, nella certezza che la forza del Sindacato stia nella partecipazione dei Lavoratori.

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Secondo la Fisac CGIL una riforma dell’Area operativa deve raggiungere i seguenti obiettivi:

  • maggiori opportunità di crescita professionale (in termini di numeri e tempi potenziali di progressione) sia all’interno dell’Area operativa che verso l’Area manageriale e Alte professionalità;
  • incremento del peso relativo delle assunzioni dall’esterno nella Carriera operativa rispetto a quelle in Area manageriale: questo, oltre a risolvere tensioni operative legate ai sottorganici, renderebbe possibile una concreta e più rapida progressione all’interno dell’Area operativa e consentirebbe la rimozione dei “tappi” nei passaggi, per chi lo desidera, verso l’Area manageriale;
  • investimento di risorse da parte della Banca tale da consentire maggiori possibilità di progressione economica, riconoscendo nel contempo incrementi retributivi minimi per evitare qualsiasi tipo di scavalcamento e per garantire che non ci siano per nessun collega rimesse economiche rispetto all’attuale struttura dell’Area operativa;
  • soluzioni alle problematiche economiche riguardanti il grado di Operaio di III junior e a quelle connesse al trascinamento di alcune attività operative sugli Assistenti.

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Per raggiungere tali obiettivi riteniamo sia necessario che la nuova Area operativa si configuri – in sintesi – come di seguito riepilogato.

Struttura della carriera e mansioni

L’Area operativa deve essere strutturata in segmenti e livelli e divisa in profili (amministrativo e tecnico, tecnico-operativo) tra loro permeabili ed economicamente equiparati.

Il segmento apicale (Supervisori) equivale agli attuali gradi da Coadiutore e da Capo reparto in su e vi si accede per via interna. Le mansioni attribuite ai Supervisori comprendono anche: sostituzione del Capo Unità Operativa; Capo area; destinatario di deleghe; Capo reparto; Capo officina.

Il resto dell’Area deve essere strutturato in modo tale che numero dei segmenti e distribuzione delle mansioni, tra segmenti ed entro i segmenti, sia tale da determinare la perdita, da un certo punto in avanti, di mansioni “più routinarie e/o ripetitive”.

L’ingresso nell’Area operativa dall’esterno deve avvenire con due modalità:

  • diploma di scuola superiore, per l’ingresso nel punto più basso dell’area;
  • laurea breve, per l’ingresso nel punto dell’area dove si perdono le mansioni più “routinarie/ripetitive”.

Il livello economico di accesso non può essere inferiore – per chi entra in Banca con concorsi per diplomati – al livello di ingresso previsto attualmente per il grado di Vice-Assistente e – per chi entra in Banca con laurea breve – al livello di ingresso previsto attualmente per gli Assistenti.

Incrementi di livello

In ogni segmento sono previsti avanzamenti di livello economico, annuali e costanti. La progressione economica di livello deve garantire incrementi retributivi almeno pari a quelli raggiungibili nei tempi minimi, previsti nel sistema attuale.

Si escludono incrementi stipendiali individuali differenziati per merito. Gli incrementi stipendiali per merito devono infatti essere una conseguenza degli avanzamenti di carriera (segmento o Area).

Avanzamenti di segmento

Vanno fissati in sede di accordo criteri per l’individuazione del numero annuale di promozioni, che garantiscano numeri significativi di passaggi di segmento.

I passaggi di segmento si fanno per valutazione comparata; il concorso per l’accesso al segmento apicale dell’Area operativa va mantenuto (pur se da rivedere) come un “di più”, con funzione di acceleratore.

Agli avanzamenti di segmento accedono i dipendenti con un’anzianità nel segmento pari ad un numero prefissato di anni.

Gli avanzamenti di segmento devono garantire un incremento stipendiale pari alla differenza tra il segmento di accesso e quello di provenienza.

Passaggi di area 

I passaggi da Area operativa ad Area manageriale avvengono verso i segmenti Expert e Consigliere, per scrutinio comparativo sulla base del superamento di prove di esame volte ad accertare le capacità professionali e organizzative dei candidati.

Vanno fissati in sede di accordo criteri per l’individuazione del numero annuale di promozioni, che garantiscano quote significative di accesso dall’Area operativa, sia per il segmento Expert che per quello Consigliere.

I concorsi per i passaggi di Area devono aumentare il peso dei contenuti “interni” a scapito di quelli “esterni”.

Per l’accesso alla promozione, la graduatoria degli idonei deve essere formulata anche sulla base delle valutazioni delle prestazioni. Va previsto lo scorrimento degli idonei anche per gli anni successivi, analogamente a quanto già adesso accade per la graduatoria a Coadiutore.

Valutazione

Deve essere introdotto un sistema di valutazione più oggettivo e trasparente, fondato su elementi condivisi, collegialità del valutatore, contraddittorio con il valutato, trasparenza e pubblicità della valutazione, reale efficacia dello strumento del ricorso.

Formazione

La formazione è fondamentale per la crescita professionale dei colleghi, quindi deve consentire a tutti di acquisire maggiori competenze, non solo con l’obiettivo di ampliare le possibilità di progressione di carriera, ma anche per consentire di poter beneficiare delle nuove opportunità offerte dal lavoro ibrido.

Pertanto, al monte ore minimo di formazione, da rendere annuale, non devono concorrere le attività informative e di mero aggiornamento rivolte alla generalità dei dipendenti, ma le specifiche attività volte a sostenere il cambiamento professionale e la specializzazione attraverso l’accesso a percorsi formativi personalizzati.

La formazione non può essere elemento valutativo. La formazione deve infatti arricchire le conoscenze e competenze del lavoratore, contribuendo quindi indirettamente, semmai, alla sua progressione di carriera.

Voci retributive

Si devono effettuare interventi sulle voci retributive, utili a migliorare le condizioni economiche dei lavoratori dell’Area operativa e a riavvicinare economicamente e formalmente le due carriere.

Roma, 8 giugno 2022

La Segreteria Nazionale

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