
La recente riforma della previdenza complementare ha introdotto strumenti innovativi che consentono una gestione molto più flessibile del montante accumulato.
Si tratta di un cambiamento importante: non viene più proposta una sola modalità di utilizzo del capitale, ma un insieme di opzioni che permettono di adattare le prestazioni alle esigenze delle persone e delle loro famiglie.
Le principali novità.
La normativa oggi consente, accanto alla tradizionale rendita vitalizia:
- una rendita a durata definita, collegata alla speranza di vita residua;
- prelievi flessibili, entro i limiti previsti dalla legge, per rispondere a esigenze economiche sopravvenute;
- una erogazione programmata del montante in un periodo di almeno cinque anni (la cui operatività è prevista dopo il completamento della fase di adeguamento dei fondi).
L’introduzione di nuove modalità di fruizione delle prestazioni costituisce un’opportunità per rendere il Fondo ancora più moderno, più flessibile e più aderente alle diverse esigenze che caratterizzano i percorsi lavorativi e familiari delle colleghe e dei colleghi.
Le nostre richieste
Chiederemo che al tavolo di confronto già avviato vengano valutate tutte le innovazioni che possono migliorare le prestazioni del Fondo, tra cui:
- l’introduzione di forme di prelievo flessibile del montante previdenziale;
- la possibilità di scegliere modalità di erogazione alternative alla sola rendita vitalizia;
- una revisione complessiva delle prestazioni del Fondo, affinché possa recepire tutte le innovazioni compatibili con la sua natura e con la sua sostenibilità.
Un Fondo che guarda al futuro
La previdenza complementare non può restare ferma mentre il quadro normativo evolve.
Offrire maggiore libertà di scelta agli aderenti non significa mettere in discussione gli equilibri del Fondo, ma valorizzarlo come uno strumento capace di accompagnare i lavoratori durante tutta la vita professionale e nel momento del pensionamento.
Per questo la FISAC CGIL promuoverà un confronto con l’Amministrazione e con gli organi del Fondo affinché siano valutate, senza preclusioni, tutte le innovazioni che possono rafforzare le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori della Banca d’Italia.
Roma, 4 agosto 2026
La Segreteria Nazionale