17 maggio – Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Dalle parole ai fatti: anche in Banca d’Italia servono tutele concrete

Il 17 maggio, come ogni anno, la nostra organizzazione, insieme a tutta la CGIL, alla Confederazione europea dei sindacati e alla comunità internazionale, celebra la Giornata mondiale contro l’omolesbobitransafobia.

In un contesto politico in cui i diritti delle persone LGBTQIA+ sono sempre più spesso oggetto di attacco – in particolare quelli delle persone trans e delle famiglie omogenitoriali – riaffermare il valore dell’uguaglianza, della dignità e dell’autodeterminazione è un dovere civile e una responsabilità sindacale. Le offensive legislative e culturali promosse dalle destre al governo puntano a restringere spazi di libertà, colpendo soprattutto chi è già più espost*  a discriminazioni e marginalizzazione.

La CGIL continua a chiedere leggi che garantiscano piena uguaglianza e piena tutela, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere di ogni persona: il nostro è uno dei pochissimi paesi europei a non aver ancora adottato una legge contro le discriminazioni subite dalle persone LGBTQIA+.

L’inclusione si costruisce anche nei luoghi di lavoro, attraverso strumenti concreti che sappiano riconoscere e tutelare le persone. Per questo riteniamo che anche la Banca d’Italia, da sempre considerata un punto di riferimento per tutte le Pubbliche Amministrazioni, debba oggi compiere un passo importante: regolamentare l’accesso alla carriera alias per il personale transgender. Per ora l’accesso è possibile tramite una procedura ad personam allestita dal Gestore delle Diversità, ma non ve n’è traccia nel nostro contratto, il regolamento del personale. L’attuale Gestore è molto sensibile a questo tema, ma non abbiamo alcuna certezza che l* prossim* avrà la stessa cura nei confronti delle persone trans.

La carriera alias è uno strumento semplice ma essenziale. Permette alle persone trans di vivere il proprio lavoro con maggiore serenità, evitando situazioni di esposizione forzata, disagio o discriminazione legate a una non corrispondenza tra identità vissuta e dati anagrafici.

Molti contratti collettivi del pubblico impiego la prevedono già da anni: pensiamo che sia arrivato il momento regolamentarla anche nel nostro Istituto, in coerenza con i principi di rispetto e attenzione alla persona che da sempre dichiara di voler promuovere, prevedendola nel Regolamento del Personale.

Il 17 maggio è anche questo: un’occasione per chiederci se i valori che affermiamo trovano davvero spazio nelle pratiche quotidiane dei nostri luoghi di lavoro.

C’è ancora tanta strada da fare per il superamento dell’odio e delle discriminazioni: la CGIL percorre da sempre questa strada e invita tutt* a fare la differenza con noi!

Roma, 15 maggio 2026

La Segreteria Nazionale