
Apriamo un percorso di confronto per una
Banca più moderna, equa e sostenibile
Negli ultimi anni il lavoro in Banca d’Italia è cambiato profondamente: digitalizzazione, nuovi processi, maggiore integrazione tecnologica, modalità operative più complesse e un contesto esterno che corre veloce.
L’accordo sul lavoro ibrido, nato dall’esperienza tragica e inedita della pandemia, ha segnato un primo, importante elemento di un’Istituzione che vive nel presente e vuole mantenere la sua rilevanza e il suo ruolo di modello.
Ciò nonostante, insieme agli innegabili passi avanti introdotti da quell’accordo, l’organizzazione dell’orario continua a mostrare alcuni limiti evidenti: in primo luogo la differenza tra personale e strutture, che non è stata scalfita dalle previsioni pattizie (ad esempio le rotazioni); oltre a queste, le rigidità inutili, le difficoltà di conciliazione, i carichi non sempre governati in modo trasparente.
Per questo riteniamo necessario avviare una trattativa non “di manutenzione”, ma di ripensamento complessivo, capace di aggiornare il sistema con regole chiare, diritti esigibili e soluzioni sostenibili.
Non chiediamo concessioni: chiediamo un investimento sulla qualità del lavoro e del servizio, sulla capacità dell’Istituto di attrarre competenze, trattenere professionalità, rafforzare il benessere organizzativo e di porsi ancora una volta all’avanguardia.
I TEMI GENERALI DELLA TRATTATIVA
Tempo di lavoro e sostenibilità
Quanto e come lavoriamo deve essere coerente con l’evoluzione del lavoro e con gli standard più avanzati.
Qui si gioca una partita centrale: qualità della vita, produttività reale, motivazione, attrattività dell’Istituto.
Flessibilità e trasparenza
Serve un modello che non dipenda dalla “cultura del capo” o dalle consuetudini locali.
La flessibilità deve diventare un elemento ordinato e trasparente, con criteri chiari e applicabili in modo omogeneo. Il lavoro ibrido non può essere una concessione variabile: deve essere governato come strumento strutturale, con equità, certezze e innovazione, senza compromettere la qualità del servizio.
Equità per chi lavora in presenza
Non tutte le attività possono essere svolte a distanza. Proprio per questo, la riforma deve riconoscere e affrontare le differenze oggettive tra funzioni recuperando, una volta per tutte, la distanza di trattamento tra il personale adibito ad attività diverse.
Genitorialità, cura e conciliazione
Una Banca moderna si misura anche dalla capacità di tutelare chi ha responsabilità familiari e di cura.
Qui il tema non è “agevolare qualcuno”, ma costruire un sistema che prevenga penalizzazioni indirette e renda davvero possibile conciliare vita e lavoro.
Strumenti evoluti di gestione del tempo
Esistono istituti e strumenti che possono diventare più utili, più flessibili e più vicini ai bisogni reali delle persone. La trattativa deve aprire lo spazio per un uso innovativo del tempo, capace di sostenere il benessere, la formazione, lo sviluppo professionale e la solidarietà, rafforzando allo stesso tempo lo spirito di appartenenza.
Trasparenza, monitoraggio e governance
Una riforma ampia non può reggersi sull’improvvisazione. Servono dati, regole verificabili, momenti di controllo e aggiornamento: un sistema che funzioni e che venga misurato, per evitare disuguaglianze, arbitrii e sovraccarichi.
IL PERCORSO: UN CONFRONTO GLOBALE,
NON UN INTERVENTO A PEZZI
Quello che proponiamo è un confronto strutturato e continuo, che non si esaurisca con la trattativa ma accompagni davvero la costruzione e il monitoraggio del nuovo impianto. Un percorso fondato su obiettivi misurabili e verificabili, con regole trasparenti e comprensibili, capaci di garantire equità tra strutture e persone e di ridurre le attuali disomogeneità. Un cambiamento che non insegua soluzioni di breve periodo, ma che punti a un modello sostenibile e stabile, in grado di reggere l’evoluzione organizzativa dell’Istituto.
L’orario di lavoro è una delle leve più decisive dell’organizzazione: se saremo all’altezza della sfida, gli impatti positivi saranno maggiori del perimetro di intervento.
UNA SFIDA CHE RIGUARDA TUTTE E TUTTI
Questa trattativa non è “per pochi”: riguarda ogni collega, ogni profilo, ogni sede. E riguarda anche il futuro della Banca d’Italia: capacità di reggere i carichi, gestire l’innovazione, mantenere competenze e garantire qualità del servizio.
Noi ci siamo in pieno ascolto delle esigenze e delle idee di colleghi e colleghe, per costruire insieme la Banca del presente e del futuro. Scriveteci le vostre segnalazioni per contribuire all’importante lavoro che ci aspetta.
Roma, 15 gennaio 2026
Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia
