Quattro (chiarisco a numeri 4) euro l’ora è il salario di alcune lavoratrici e lavoratori di ditte a cui la Banca d’Italia ha affidato in appalto un servizio. Considerando una prestazione di 5 ore e 260 giorni lavorativi si arriva ad una retribuzione annua di 5.200 euro.
Il dato è sovrastimato visto che quelle lavoratrici e quei lavoratori, per la loro condizione di precarietà (correggo sfruttamento), difficilmente lavorano per 5 ore al giorno e altrettanto difficilmente lavorano per 260 giorni l’anno.
Il Governatore della Banca d’Italia percepisce un compenso di 450.000 euro. Sempre considerando 260 giorni lavorativi il compenso è di 1.730 al giorno. Il dato è sottostimato se si considerano i prevedibili “vantaggi” connessi alla carica ricoperta.
Tanto per capirci. Se quella lavoratrice o quel lavoratore vogliono comprare un appartamento di 200.000 euro (a Roma 70 mq in periferia) devono lavorare per 38 anni. Il Governatore deve lavorare per meno di quattro mesi (ritorna il numero 4).
Per comprare una utilitaria da 10.000 euro quella lavoratrice e quel lavoratore devono lavorare per quasi due anni. Il Governatore deve lavorare meno di sei giorni.
Quella lavoratrice e quel lavoratore devono lavorare per 86 anni (due generazioni) per guadagnare quanto guadagna in un anno il Governatore.
Ragionare sulle quantità, sui valori assoluti, a volte serve a capire meglio i fenomeni.
Obiezione: la carica di Governatore richiede capacità, impegno, preparazione, cultura fuori del normale.
Condivido e sottoscrivo.
Il punto è un altro. Quella lavoratrice e quel lavoratore percepiscono 4 euro all’ora non a causa di un destino cinico e baro ma perché il Governatore della Banca d’Italia ha deciso che è necessario (il perché non è stato mai chiarito) tagliare il costo degli appalti al fine di perseguire l’obiettivo supremo di una maggiore efficienza. Non c’è altra ragione.
Allora una domanda me la pongo e ve la pongo: è tollerabile tutto ciò, è tollerabile sentire il Governatore parlare di crisi, di differenze che si allargano, di disoccupazione giovanile, di riforme da realizzare se poi lo stesso Governatore decide di creare le condizioni per lo sfruttamento di una lavoratrice o di un lavoratore in Banca d’Italia?
Io ritengo di no. E per dirlo mi viene in mente una celebre battuta di Totò nel film “Totò a colori”.
Se anche voi siete d’accordo cliccate sul link di sotto e date voce a Totò.
Il (dis)articolato