{"id":5169,"date":"2016-11-17T12:31:39","date_gmt":"2016-11-17T12:31:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/?p=5169"},"modified":"2016-11-17T12:31:39","modified_gmt":"2016-11-17T12:31:39","slug":"quale-futuro-per-banconote","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/?p=5169","title":{"rendered":"Quale futuro per Banconote?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Bandiere.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Bandiere.jpg\" alt=\"Bandiere\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"aligncenter size-full wp-image-548\" \/><\/a><\/p>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<p align=justify>Il nostro Istituto non persegue obiettivi di profitto, non \u00e8 un\u2019azienda privata.<br \/>\nL\u2019obiettivo della Banca d&#8217;Italia \u00e8 quello (o sarebbe quello..) di fare attenzione anche all\u2019economicit\u00e0 della gestione aziendale.<br \/>\nTra gli strumenti che la Banca utilizza per analizzare i costi di gestione, oltre al budget (bilancio di previsione) e alla contabilit\u00e0 analitica (che rileva i costi operativi), c\u2019\u00e8 anche l\u2019analisi costi\/benefici che, come spiega il nome stesso, oltre ai costi considera i benefici qualitativi di un progetto.<br \/>\nQuindi, laddove si abbinano costi notevoli al raggiungimento di standard qualitativi elevati non \u00e8 detto che quel progetto non sia conveniente e quindi non si realizzi.<br \/>\nTuttavia, in questi anni, durante i quali abbiamo assistito all\u2019abbandono del territorio e alla perdita di funzioni, non c\u2019\u00e8 traccia di una politica aziendale fondata realmente su una seria analisi costi\/benefici. Quello che, invece, emerge \u00e8 come i nostri vertici, perseguendo l\u2019obiettivo dell\u2019economicit\u00e0 della gestione aziendale, abbiano percorso una facile scorciatoia che ci ha condotto a chiusure e prepensionamenti.<br \/>\nUna sorta di mannaia si \u00e8 abbattuta sul nostro Istituto tagliando orizzontalmente spese e personale.<br \/>\nCome si comporteranno i nostri dirigenti con il Servizio Banconote?<br \/>\nNel 2014 si \u00e8 abbandonata definitivamente l\u2019idea della procedura unica di appalto che avrebbe messo in concorrenza tutte le stamperie senza fare distinzioni tra stamperie interne alle BCN e stamperie esterne.<br \/>\nLa BCE ha infatti emanato  un nuovo indirizzo che prevede un sistema di produzione e appalto di banconote che \u00e8 entrato in vigore il 1 gennaio 2015.<br \/>\nUna sorta di regime misto, fondato su due poli di alimentazione del contante, all\u2019interno del quale alcune BCN manterranno la stamperia interna mentre altre potranno affidare in appalto la produzione della quota loro assegnata dalla BCE.<br \/>\nScongiurata, quindi, l\u2019ipotesi di una procedura unica d\u2019appalto che ci avrebbe consegnato ad una feroce guerra al ribasso con le stamperie private, ci si muover\u00e0 comunque in uno spazio nuovo e inesplorato che \u00e8 il nuovo orizzonte delineato dalla BCE.<br \/>\nIn questo senso bisogna porre attenzione all\u2019art.1 dell\u2019indirizzo BCE\/2014\/44 che ci dice cosa s\u2019intende per \u201cstamperia interna\u201d. Si intende qualsiasi stamperia che sia a) giuridicamente o organizzativamente parte di una BCN; o b) una persona giuridica separata, purch\u00e9 siano soddisfatte le seguenti condizioni cumulative:<br \/>\n&#8211; La BCN eserciti sulla persona giuridica in questione un controllo analogo a quello esercitato sulle proprie articolazioni interne.<br \/>\n&#8211; La persona giuridica controllata svolga pi\u00f9 dell\u201980% delle proprie attivit\u00e0 nell\u2019esecuzione dei compiti a essa affidati dalla BCN. Nella persona giuridica controllata non vi \u00e8 alcuna partecipazione diretta da parte di privati.<\/p>\n<p align=justify>La definizione di \u201cstamperia interna\u201d data dalla BCE fa sorgere alcune domande:<br \/>\nA quali condizioni la Banca D\u2019Italia manterr\u00e0 la sua stamperia?<br \/>\nCome si comporteranno i nostri dirigenti con il Servizio Banconote?<br \/>\nCi presenteranno un arido piano di taglio delle spese e del personale oppure un programma di investimenti per tutelare l\u2019eccellenza del Servizio e della sua stamperia?<br \/>\nNon vorremmo assistere di nuovo al triste e malinconico spettacolo basato esclusivamente sulla  politica dei tagli corroborata dalla scusa che si prevede una contrazione della stampa dei biglietti.<br \/>\nIl risparmio tanto agognato va ricercato in altri luoghi: il nuovo modello indicato dalla BCE prevede ad esempio che tra le BCN che opteranno per la stamperia interna debba nascere un coordinamento finalizzato al risparmio dei costi. Tale coordinamento permetter\u00e0 di effettuare acquisti congiunti sulle materie prime e di armonizzare i processi produttivi. E\u2019 questa, ad esempio, la strada da percorrere per ottenere il risparmio.<br \/>\nL\u2019efficienza si pu\u00f2 raggiungere in due differenti modi: tagliando oppure investendo sulle persone e sui processi lavorativi. Per\u00f2, per percorrere quest\u2019ultima strada ci vuole coraggio.<\/p>\n<p align=justify>Se \u00e8 vero, come ci dicono, che le previsioni future circa la stampa di biglietti si attestano  per l\u2019Italia tra gli 700 milioni e il MLD di banconote, con una media annua che calerebbe rispetto al presente di circa il 30%, \u00e8 vero anche che le previsioni sono fallibili soprattutto in uno scenario come quello del circuito del contante in cui le cose cambiano molto velocemente.<br \/>\nPer questo motivo una Banca che agitasse lo spettro di queste previsioni per giustificare eventuali tagli o eventuali esternalizzazioni sarebbe una Banca reclinata su se stessa, lontana parente di quella per cui una volta si era orgogliosi di lavorare.<br \/>\nSarebbe un\u2019operazione di basso profilo quella di ottenere un risparmio del 30% sacrificando la qualit\u00e0, l\u2019esperienza e l\u2019eccellenza del  Servizio Banconote. La stamperia deve rimanere dentro la natura giuridica della Banca D\u2019Italia; non si deve trasformare  in qualcos\u2019altro che \u00e8 vicino alla Banca ma che sostanzialmente \u00e8 qualcosa di diverso. Perseguire il risparmio sacrificando la qualit\u00e0 e la professionalit\u00e0 non sarebbe un atto meritorio bens\u00ec un atto svilente che testimonierebbe la poca lungimiranza di chi guida il nostro Istituto.<\/p>\n<p align=justify>Se la Banca pensa di replicare con BAN lo stesso film al quale abbiamo assistito in questi ultimi anni lo facesse ma sappia che noi non ci stiamo.  E\u2019 ora di dire basta a questa logica dei tagli orizzontali che ha mortificato i lavoratori e l\u2019Istituzione Banca D\u2019Italia.<\/p>\n<p align=justify>L\u2019auspicio \u00e8 quello, in un prossimo futuro, di ritrovarci di fronte ad una delegazione aziendale guidata in modo diverso rispetto all\u2019ultimo periodo, che possa restituirci l\u2019orgoglio di appartenere a questa nobile Istituzione.<\/p>\n<p align=justify>In caso contrario la Fisac attuer\u00e0 tutte le forme possibili di difesa dei lavoratori e del Servizio Banconote.<\/p>\n<p>Roma, 17 novembre 2016 <\/p>\n<p align=center>La Segreteria Nazionale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il nostro Istituto non persegue obiettivi di profitto, non \u00e8 un\u2019azienda privata. L\u2019obiettivo della Banca d&#8217;Italia \u00e8 quello (o sarebbe quello..) di fare attenzione anche all\u2019economicit\u00e0 della gestione aziendale. 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