{"id":5004,"date":"2016-09-14T10:24:00","date_gmt":"2016-09-14T10:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/?p=5004"},"modified":"2016-09-14T10:24:00","modified_gmt":"2016-09-14T10:24:00","slug":"referendum-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/?p=5004","title":{"rendered":"Referendum Costituzionale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Urna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Urna.jpg\" alt=\"Urna\" width=\"225\" height=\"225\" class=\"aligncenter size-full wp-image-672\" srcset=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Urna.jpg 225w, https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Urna-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Urna-160x160.jpg 160w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<p align=justify>Si riporta, di seguito, il testo dell\u2019ordine del giorno sul referendum costituzionale approvato dall\u2019Assemblea generale della Cgil svoltasi a Roma il 7 e 8 settembre.<br \/>\nLo stesso \u00e8 visionabile anche al link <a href=\"http:\/\/www.fisac-cgil.it\/55517\/referendum-costituzionale-linvito-al-no-della-cgil\"><strong>http:\/\/www.fisac-cgil.it\/55517\/referendum-costituzionale-linvito-al-no-della-cgil<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Roma, 14 settembre 2016<\/p>\n<p align=center>La Segreteria Nazionale<\/p>\n<p>&#8212;&#8211; <\/p>\n<p align=justify>La Cgil \u00e8 partita da una discussione tutta di merito delle modifiche costituzionali, proposte dal Governo, approvate dal Parlamento e che saranno sottoposte al referendum costituzionale, non volendo essere rinchiusa in una logica di schieramento o pregiudiziale. In tal senso andava l\u2019ordine del giorno approvato dal Direttivo nazionale della Cgil il 24 maggio scorso. In questi mesi, a partire da quell\u2019ordine del giorno, abbiamo organizzato centinaia di iniziative di confronto e approfondimento che hanno riscontrato anche posizioni diverse ma un consenso nei confronti dei giudizi espressi dalla Cgil. Per la nostra organizzazione, infatti, l\u2019auspicabile obiettivo di superare il bicameralismo perfetto, che anche la Cgil richiede da tempo, istituendo una seconda camera rappresentativa delle Regioni e delle Autonomie locali, e di correggere le criticit\u00e0 della riforma del 2001, si \u00e8 tradotto in un\u2019eccessiva centralizzazione dei poteri allo Stato e al Governo.<\/p>\n<p align=justify><strong>Il nuovo Senato, per composizione e funzioni, avr\u00e0 difficolt\u00e0 a svolgere l\u2019auspicato e necessario ruolo di luogo istituzionale di coordinamento fra Regioni e Stato, essenziale a conciliare le esigenze di decentramento con quelle unitarie.<\/strong> Al Senato, infatti, non \u00e8 attribuita congrua facolt\u00e0 legislativa in tutte le materie che hanno ricadute sulle istituzioni territoriali e la sua stessa composizione non garantisce l\u2019adeguata rappresentanza e rappresentativit\u00e0 di Regioni e autonomie. Pur condividendo l\u2019intenzione di cambiare l\u2019equilibrio dei poteri tra Regioni e Stato, definito dalla modifica costituzionale del titolo V nel 2001, l\u2019esito finale \u00e8 sbagliato: si passa da un eccesso di materie concorrenti a una riduzione drastica della facolt\u00e0 legislativa autonoma delle Regioni.<\/p>\n<p align=justify><strong>La previsione, inoltre, che sia lo Stato a dettare le \u201cdisposizioni generali e comuni\u201d su molte materie cruciali, potrebbe tradursi in una omologazione normativa,<\/strong> non necessariamente in positivo, che non lascia spazio a processi di innovazione e sperimentazione che possono scaturire da un sistema plurale e che meglio possono rispondere alle esigenze del singolo territorio.<\/p>\n<p align=justify><strong>La possibilit\u00e0, poi, per il Governo di attivare una corsia preferenziale, per i provvedimenti ritenuti essenziali per l\u2019attuazione del programma, in assenza di limiti quantitativi e qualitativi (salvo l\u2019esclusione di alcune materie), attribuisce al Governo un eccesso di potere in materia legislativa<\/strong> compensato solo parzialmente dall\u2019introduzione di limitazioni alla decretazione d\u2019urgenza e dalla previsione della determinazione di \u201cdiritti per le minoranze\u201d e di uno \u201cstatuto delle opposizioni\u201d, la cui definizione, per\u00f2, \u00e8 rinviata, senza alcuna certezza, al Regolamento della Camera stessa. Tale eccesso di potere non trova compensazione nelle disposizioni relative agli altri livelli istituzionali la cui capacit\u00e0 di incidere nel procedimento legislativo \u00e8 limitata, n\u00e9 nella partecipazione diretta dei cittadini n\u00e9 in quella delle formazioni sociali.<\/p>\n<p align=justify><strong>La semplificazione del procedimento legislativo che si voleva ottenere, con il superamento del bicameralismo perfetto, \u00e8 vanificata dalla moltiplicazione dei procedimenti previsti a seconda della natura del provvedimento in esame.<\/strong> Una moltiplicazione che richieder\u00e0 il consolidamento di una prassi e rischia di rendere lo stesso iter delle leggi oggetto di contenzioso davanti la Corte costituzionale.<\/p>\n<p align=justify><strong>I nuovi criteri, infine, per l\u2019elezione degli organi di garanzia \u2013 Presidente della Repubblica, giudici della Corte costituzionale di nomina parlamentare, componenti laici del Csm \u2013 rischiano di essere subordinati alla legge elettorale,<\/strong> facendo cos\u00ec venir meno la certezza del bilanciamento dei poteri di cui la Costituzione deve essere garante, con la possibilit\u00e0 di determinare un restringimento del pluralismo e della rappresentanza delle minoranze. La Cgil, dunque, valuta la modifica costituzionale da una parte un\u2019occasione persa per introdurre quei necessari cambiamenti atti a semplificare, rafforzandole, le istituzioni.<\/p>\n<p align=justify>E, dall\u2019altra, giudica negativamente quanto disposto da tale modifica perch\u00e9 introduce, senza migliorare la governabilit\u00e0 n\u00e9 il processo democratico, un rischio evidente di concentrazione dei poteri e delle decisioni: dal Parlamento al Governo, dalle Regioni allo Stato centrale. F<strong>erma restando la libert\u00e0 di posizioni individuali diverse di iscritti e dirigenti, trattandosi di questioni costituzionali, dopo questi mesi di discussione sul merito della riforma, l\u2019Assemblea generale della Cgil invita a votare \u201cNo\u201d in occasione del prossimo referendum costituzionale.<\/strong><\/p>\n<p align=justify>L\u2019Assemblea generale impegna tutte le strutture a diffondere queste valutazioni. La Cgil e tutte le sue strutture, nel preservare la propria autonomia, non aderiscono ad alcun comitato e considerano, come sempre, fondamentale la partecipazione al voto e sono impegnate a promuoverla e favorirla tra le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati, i giovani e i cittadini tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Si riporta, di seguito, il testo dell\u2019ordine del giorno sul referendum costituzionale approvato dall\u2019Assemblea generale della Cgil svoltasi a Roma il 7 e 8 settembre. 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