{"id":4884,"date":"2016-07-05T08:36:09","date_gmt":"2016-07-05T08:36:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/?p=4884"},"modified":"2016-07-05T08:36:09","modified_gmt":"2016-07-05T08:36:09","slug":"riforma-delle-carriere-e-tutela-dei-coadiutori-lasciateci-lavorare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/?p=4884","title":{"rendered":"Riforma delle carriere e tutela dei coadiutori. Lasciateci lavorare?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Bandiere.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Bandiere.jpg\" alt=\"Bandiere\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"aligncenter size-full wp-image-548\" \/><\/a><\/p>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<p align=justify>Un recente volantino a firma CIDA-DASBI torna sul tema della riforma delle carriere con particolare riferimento ai colleghi coadiutori per elogiare, ovviamente, quanto fatto per i direttivi. Vale la pena fare alcune brevi osservazioni in proposito.<\/p>\n<p align=justify>Il volantino parte, per ragioni non meglio precisate, da \u201cquanto accaduto nel Regno Unito\u201d, presupponiamo con riferimento all\u2019esito del referendum noto come \u201cBrexit\u201d. Se interpretiamo correttamente quanto scritto circa la \u201cmarea montante di populismo\u201d, CIDA e DASBI si schierano contro lo svolgimento di consultazioni su questioni cos\u00ec delicate. Vogliamo rassicurarli che se avessero fatto votare i colleghi sulla riforma delle carriere dei direttivi, magari con tanto di assemblee, non avrebbero alimentato nessun populismo: avrebbero solo dato modo ai colleghi di discutere, finalmente, di una questione decisiva per il loro futuro. Il populismo si alimenta nascondendo i problemi, da tutti e due i lati della Manica.<\/p>\n<p align=justify>Vediamo ora i temi concreti sul tappeto. Il primo riguarda l\u2019esegesi del termine \u201cparticolare\u201d riferito al colloquio per il reinquadramento dei coadiutori. Al di l\u00e0 di dubbie polemiche lessicali il punto \u00e8 questo: il colloquio non serve a promuovere, com\u2019\u00e8 per il concorso a F2\/fascia 3, o per quello da assistente a coadiutore, ma a reinquadrare colleghi che avranno mansioni e ruoli simili a prima. Per questo non pu\u00f2 che concentrarsi sullo specifico lavoro svolto dal collega. Questo \u00e8 ci\u00f2 a cui si impegna per ragioni sin troppo ovvie la Banca.<\/p>\n<p align=justify>Un secondo tema concerne i coadiutori in quanto tali. Si ricorda, in premessa, che questa O.S. ha sempre ritenuto pi\u00f9 logico (in analogia ad altri settori) creare un\u2019area quadri, rafforzata nei compiti e nelle misure economiche in cui inserire anche i coadiutori,  che avrebbe rappresentato il punto di riferimento della struttura delle carriere in Banca d\u2019Italia. Ebbene, la Banca, con l\u2019utile apporto di CIDA e DASBI, ha pi\u00f9 volte firmato di corsa un accordo per i direttivi da puntare come una pistola alla tempia agli altri dipendenti. \u00c8 stato cos\u00ec sull\u2019orario di lavoro, sulle Filiali e anche in questa occasione. La firma sulla riforma dei direttivi imponeva un raccordo con l\u2019attuale struttura della carriera degli operativi per evitare che i nuovi assunti scavalcassero gli oltre 1400 coadiutori attuali. Nel disegno della Banca ci\u00f2 voleva dire piegare i sindacati del primo tavolo a una riforma degli operativi fotocopia di quella dei direttivi. Non riuscendo in questo intento, secondo gli stessi CIDA e DASBI, avrebbe voluto semplicemente \u201cignorare il problema dei Coadiutori gi\u00e0 in servizio\u201d, una scelta ovviamente inaccettabile. L\u2019accordo trovato dal primo tavolo, ossia il reinquadramento tramite colloquio, \u00e8 l\u2019unica soluzione logica una volta firmata la riforma dei direttivi. Scrivere che gli accordi per il comparto operativo \u201channo ratificato quanto spuntato nel corso della trattativa sul tavolo dei direttivi\u201d \u00e8 dunque vero. Una volta rovinato il futuro dei direttivi con una riforma senza senso, si \u00e8 dovuto correre ai ripari per limitare i danni.<\/p>\n<p align=justify>L\u2019ultima osservazione del volantino \u00e8 incomprensibile quanto la prima. Ci viene infatti spiegato che \u201c\u00e8 questione di interesse generale, e non solo di una parte sindacale, che la riforma della carriera direttiva in vigore da oggi parta col piede giusto e mantenga le promesse di cambiamento e di modernizzazione\u201d. Questo ragionamento fa acqua da tutte le parti perch\u00e9 presuppone ci\u00f2 che vuole dimostrare. La riforma dei direttivi, lo abbiamo spiegato pi\u00f9 volte , provocher\u00e0 danni ai colleghi direttivi e all\u2019azione istituzionale della Banca. Non si tratta dunque di \u201cpicconare\u201d  ma di evidenziare i problemi. Sorge invece il legittimo dubbio che chi ha firmato quell\u2019accordo, consapevole che a breve comincer\u00e0 a produrre danni, voglia attribuire la colpa di questi problemi a chi non li lascia lavorare (Cida e Dasbi), non rendendosi conto che \u00e8 una riforma sbagliata a far lavorare male (i colleghi) e non chi denuncia questa semplice verit\u00e0.<\/p>\n<p>Roma, 4 luglio 2016<\/p>\n<p align=justify>La Segreteria Nazionale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Un recente volantino a firma CIDA-DASBI torna sul tema della riforma delle carriere con particolare riferimento ai colleghi coadiutori per elogiare, ovviamente, quanto fatto per i direttivi. Vale la pena fare alcune brevi osservazioni in proposito. 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