{"id":4268,"date":"2016-01-15T11:27:37","date_gmt":"2016-01-15T11:27:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/?p=4268"},"modified":"2016-01-15T11:29:19","modified_gmt":"2016-01-15T11:29:19","slug":"gli-appalti-in-banca-ditalia-una-storia-da-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/?p=4268","title":{"rendered":"Gli appalti in Banca d&#8217;Italia: una storia da cambiare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Bandiere.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Bandiere.jpg\" alt=\"Bandiere\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"aligncenter size-full wp-image-548\" \/><\/a><\/p>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<p align=justify>Il 17 aprile 2015 pubblicammo un articolo sul Ponentino (<a href=\"http:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/velina\/?p=326\">leggi<\/a>) che denunciava la situazione in cui versano le lavoratrici e i lavoratori delle ditte a cui la Banca d\u2019Italia ha affidato in appalto un servizio.<\/p>\n<p align=justify>Da allora la situazione \u00e8 ulteriormente peggiorata. Dal 1 dicembre u.s. la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori delle societ\u00e0 che svolgevano il servizio di controllo delle portinerie nell\u2019area romana ha perso il lavoro.<\/p>\n<p align=justify>Sempre dal primo dicembre pesanti ricadute hanno colpito le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie quale conseguenza della scelta effettuata dalla Banca, in sede di appalto, di diminuire considerevolmente il numero delle ore destinate al servizio: riduzione del personale o, in alternativa, riduzione per tutti di 1 ora e mezzo della prestazione.<\/p>\n<p align=justify>Vi invitiamo a rileggere quell&#8217;articolo del Ponentino perch\u00e9 fotografava sinteticamente quella che \u00e8 la condizione economica delle lavoratrici e dei lavoratori della ditta delle pulizie.<br \/>\n<strong>Lavoratori che percepiscono 4 euro l&#8217;ora.<\/strong><\/p>\n<p align=justify>Oggi riteniamo che all&#8217;articolo del Ponentino, un blog che per nostra stessa ammissione \u00e8 un \u201cOrgano (semi)ufficiale e (semi)serio di (dis)informazione della Fisac CGIL Banca d&#8217;Italia\u201d, <strong>debba seguire un\u2019azione pressante, continua e concreta per impedire che nella gestione degli appalti a pagare siano sempre e comunque le lavoratrici e i lavoratori.<\/strong><\/p>\n<p align=justify><strong>E\u2019 ora di dire basta<\/strong> ad una politica che ha come unico obiettivo la riduzione dei costi, dalla quale derivano conseguenze negative sui lavoratori coinvolti e puntare su societ\u00e0 che improntino la loro azione sul mercato a comportamenti pi\u00f9 virtuosi e rispettosi dei propri dipendenti; dire basta  all\u2019uso oltre ogni limite della pratica del subappalto, alla mancanza di qualsivoglia controllo, pure possibile, sui comportamenti tenuti dalle ditte assegnatarie del servizio, a risposte tese ad avvalorare il concetto che le responsabilit\u00e0 sono sempre di altri.<\/p>\n<p align=justify>Crediamo di non sbagliare affermando che molti di noi, attraverso un figlio, un familiare, un amico, un conoscente, vivono quotidianamente situazioni di precariato, di perdita del posto di lavoro, di accettazione di condizioni che mettono in discussione la stessa dignit\u00e0 personale. \u00c8 bene, ogni tanto, ricordarlo: il lavoro \u00e8  un diritto, non una cortesia n\u00e9 un privilegio. Nel lavoro il nostro Paese trova la sua pietra angolare (&#8220;L&#8217;Italia \u00e8 una repubblica democratica fondata sul lavoro&#8221;, recita l&#8217;art. 1 della nostra Costituzione); perch\u00e9 il lavoro assicura indipendenza e conferisce dignit\u00e0 al lavoratore; perch\u00e9 attraverso il lavoro ciascuno d\u00e0 il suo apporto alla societ\u00e0.<\/p>\n<p align=justify>Il fenomeno che denunciamo non \u00e8 fuori di noi, ma ci deve appartenere, perch\u00e9 parla di affermazione del pi\u00f9 forte nei confronti del pi\u00f9 debole anche quando non ce n\u2019\u00e8 alcuna ragione, in una logica di esercizio smodato del potere. Un fenomeno che, qualora non trovi collettivamente un adeguato contrasto, \u00e8 inevitabilmente destinato a penetrare in maniera sempre pi\u00f9 pervasiva all\u2019interno della Banca d\u2019Italia.<\/p>\n<p align=justify>E a tutto ci\u00f2 va aggiunto il fatto che il livello dei servizi tende inesorabilmente a ridursi con conseguenze negative anche sui dipendenti della Banca d\u2019Italia.<\/p>\n<p align=justify><strong>Sia chiaro: i responsabili sono e devono essere individuati non nelle colleghe e nei colleghi delle funzioni competenti in materia<\/strong>, ma nel vertice dell\u2019Istituto che definisce quelle che sono le linee di condotta che la Banca d\u2019Italia si d\u00e0 nell\u2019assegnazione e nella gestione degli appalti.<\/p>\n<p align=justify>Ne abbiamo abbastanza di discorsi fatti in pubblico che dicono una cosa e di atti concreti che vanno in tutt\u2019altro verso.<\/p>\n<p align=justify>La Banca impone a tutti noi di tenere comportamenti coerenti con la delicatezza delle funzioni che siamo chiamati a svolgere. \u00c8 giusto, ma chiediamo allora che nel codice etico della Banca &#8211; il documento che ne definisce i criteri di condotta &#8211; venga inserita una norma che dichiari esplicitamente che l\u2019Istituto, nella definizione delle gare di appalto, garantisce la piena tutela dei livelli occupazionali, il rispetto (verificato e non solo enunciato) dei diritti spettanti alle lavoratrici e  ai lavoratori delle ditte appaltatrici e richiede servizi di livello adeguato.<\/p>\n<p align=justify>Come detto occorre dire basta, mettere in gioco un\u2019azione di contrasto che tenga insieme tutte le questioni che riguardano, direttamente o indirettamente, la condizione lavorativa in Banca d\u2019Italia.<\/p>\n<p align=justify>In tal senso si muove la lettera allegata che abbiamo inviato alla Fisac Regionale di Roma e del Lazio e con la quale chiediamo, rispetto a tutti gli appalti che riguardano la Banca d\u2019Italia, l\u2019apertura di un tavolo permanente di confronto che veda la partecipazione della nostra categoria e di tutte le altre categorie della Cgil che rappresentano le lavoratrici i lavoratori coinvolti nei servizi che l\u2019Istituto affida all\u2019esterno, con lo scopo di definire precise linee di intervento.<\/p>\n<p align=justify>Un\u2019iniziativa che parte da Roma, dove si concentrano molti appalti, e che va poi estesa a tutto il territorio per farne una questione nazionale di tutela dei diritti, di legittimit\u00e0 e di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Roma, 15 gennaio 2016<\/p>\n<p>LA SEGRETERIA NAZIONALE<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.fisacbancaditalia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Lettera-Fisac-RMLZ.jpeg\"><strong>La lettera spedita alla Fisac CGIL di Roma e Lazio<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il 17 aprile 2015 pubblicammo un articolo sul Ponentino (leggi) che denunciava la situazione in cui versano le lavoratrici e i lavoratori delle ditte a cui la Banca d\u2019Italia ha affidato in appalto un servizio. 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