Relazione attività ABF 2018

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PERMANGONO ANNOSI PROBLEMI

Il 20 giugno u.s. è stata pubblicata la Relazione sull’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario nel 2018.

L’ABF si conferma un modello di grande successo e di particolare rilievo per la tutela del cittadino, imitato peraltro da altre istituzioni (Consob e, a breve, IVASS). Nessun altro sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie (ADR) italiano è paragonabile all’Arbitro per numero di controversie decise (oltre 30.000 nel 2018) e incidenza economica dei pronunciamenti (21 milioni di euro riconosciuti ai ricorrenti in un anno).

Il lavoro dei colleghi delle sette Segreterie Tecniche e della Divisione Coordinamento ABF del Servizio TCA, cui si affianca in alcuni casi la collaborazione dei colleghi di altre Filiali, si conferma dunque estremamente prezioso per la Banca, la sua reputazione e il suo futuro come Istituzione al servizio del Paese.

Permangono purtroppo alcuni annosi problemi, che non sembrano destinati a trovare una soluzione, anche a causa del ritardo con il quale la Banca ha iniziato ad affrontarli, nonostante le sollecitazioni provenienti dai colleghi e da questa O.S.

Il carico di lavoro delle Segreterie Tecniche non accenna a diminuire, nonostante per la prima volta, nel 2018, si sia registrata una riduzione del numero di ricorsi (27.000, -12%). Ciò dipende, in parte, dalla necessità di smaltire il notevole arretrato, oltre che da quella di rispettare i termini sempre più stringenti previsti dalla normativa europea per la decisione delle controversie.

Ma questi elementi, da soli, non sono sufficienti a spiegare la condizione di estremo disagio in cui molti colleghi, soprattutto giovani, lavorano ogni giorno (si fa notare come le Segreterie Tecniche ABF siano tra le strutture con il maggior numero di neoassunti).

Nel corso degli ultimi due anni, a seguito della riforma della carriera direttiva, si sono purtroppo affermate, nell’organizzazione del lavoro dell’ABF, logiche che – quale Organizzazione Sindacale – non possiamo che stigmatizzare.

In alcune delle strutture coinvolte, i colleghi lamentano l’utilizzo della “leva” degli obiettivi di performance per imporre una maggiore produttività, incrementando continuamente il numero di pratiche da lavorare rispetto ai periodi precedenti. Si tratta evidentemente di meccanismi basati su logiche prettamente quantitative e che “sanzionano” gli errori (o presunti tali) con il peggioramento automatico dei giudizi assegnati nei feedback. Ben lontani dunque dalla logica del merito, tali meccanismi ricordano più da vicino il “cottimo” e contribuiscono solo a creare una competizione esasperata tra i colleghi, già inevitabilmente acuita dalle caratteristiche del sistema degli avanzamenti.

L’eccessivo carico di lavoro e l’utilizzo di questi meccanismi “incentivanti” produce, nelle Segreterie Tecniche ABF, un turn over estremamente rapido, con numerosi casi di trasferimento e dimissioni nei primi anni dall’assunzione. Ciò si riflette, inevitabilmente, sull’organico, che rimane tuttora insufficiente, data la ritrosia della Banca ad assumere giovani con un profilo specialistico che ritiene – a torto – di non semplice ricollocazione all’interno delle altre strutture.

A distanza di un decennio dall’avvio dell’attività dell’Arbitro, la Banca non ha ancora una strategia precisa per contrastare l’isolamento professionale dei colleghi dell’ABF e le uniche, lodevoli, iniziative in questo senso sono il frutto della buona volontà e della lungimiranza di alcuni Capi.

La FISAC CGIL ritiene:

–    che la Banca debba vigilare attentamente sull’uso degli obiettivi individuali di performance, particolarmente nelle strutture sottoposte a un elevato carico di lavoro, come le Segreterie Tecniche ABF; l’occasione è la verifica che si sta avviando sull’attuazione della riforma della carriera direttiva, ora Area Manageriale/Alte professionalità;

–   che debba essere avviato un confronto, a livello sindacale, su precise azioni volte a contrastare l’isolamento professionale dei colleghi dell’ABF, con l’utilizzo di tutti gli strumenti già a disposizione (stage, job posting, trasferimenti a richiesta, anche “in deroga” per i colleghi dell’Area Manageriale) e con l’elaborazione di nuovi strumenti, quali specifici percorsi di formazione in vista del ricollocamento volontario in altre strutture (a cominciare da quelle più affini della Vigilanza);

–    che vada in generale costituito un maggior numero di sedi delle Segreterie Tecniche e in ogni caso potenziato il coinvolgimento delle altre Filiali con esse. Anche in questo caso occorre una forte capacità di pianificazione strategica e di gestione organizzativa per evitare che le carenze di organico non si ripercuotano sulla possibilità di svolgere in modo concreto queste attività: alcune Filiali hanno dovuto rinunciare a collaborare con le Segreterie Tecniche a causa delle proprie carenze di organico.

La Fisac CGIL reputa che l’attività dell’ABF costituisca un servizio fondamentale, assolutamente da implementare, che la Banca d’Italia offre al Paese.

Torniamo pertanto ad esortare il Vertice a considerarne adeguatamente l’importanza in ottica strategica e a intraprendere azioni concrete in grado di valorizzare il lavoro dei colleghi che vi operano, creando le adeguate condizioni per un ambiente sereno e per la crescita professionale.

Roma, 25 giugno 2019

La Segreteria Nazionale

 

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