Chiusura delle DDV di Cuneo, Vicenza e Udine

Immagine-Sedie

LA BANCA E LE SEDIE MUSICALI

In molti avranno partecipato, in occasione di qualche festa, al noto gioco delle sedie musicali.

I partecipanti ruotano a ritmo di musica attorno a un gruppo di sedie. Allo stop della musica tutti devono velocemente trovare posto a sedere, per riprendere il giro al riavvio della melodia. Ad ogni turno una delle sedie viene scartata, uno dei concorrenti rimane in piedi e viene eliminato. Vince chi riesce a sedersi sull’ultima sedia disponibile.

In data 23 maggio la Banca ha asetticamente comunicato con nota n. 662695/19 che, alla scadenza del 15 maggio, prevista per aderire alle misure di accompagnamento, il numero di addetti che hanno optato per la permanenza nelle Divisioni distaccate di vigilanza di Cuneo, Vicenza e Udine è risultato inferiore, in tutte, alle 7 unità. Pertanto, le stesse verranno chiuse entro il prossimo mese di settembre.

Sulla base dell’ennesimo progetto di riforma della rete territoriale, infatti, la Banca aveva previsto che solo la permanenza di un numero di unità superiore a 7 avrebbe consentito di non procedere alla chiusura, nonostante più volte la Fisac Cgil avesse denunciato la gravità di questa ulteriore scelta di arretramento dal territorio e del numero eccessivo di personale richiesto come soglia, considerata l’esiguità degli organici presenti.

La Banca ha tuttavia deciso di procedere con la solita musica, offrendo solo apparentemente la possibilità di mantenere aperte le DDV in questione non oltre febbraio 2022, mentre di fatto sfilava la sedia ai dipendenti interessati.

È chiaro infatti che, con le deprimenti prospettive professionali dettate dalla riforma organizzativa della vigilanza e davanti a un futuro di probabile abbandono, molti dei colleghi delle DDV si sono visti costretti a scegliere di disertare il gioco.

Col risultato di giungere a tre nuove chiusure che segnano chiaramente, ancora una volta, l’incapacità della Banca di progettare un futuro per l’Istituto in grado di renderlo davvero utile alla collettività e che sconfessa le tante dichiarazioni sulla possibilità di modificare il modo di lavorare, nella direzione del decentramento operativo, del coordinamento e dello smart work.

In aggiunta, in considerazione delle esigenze dei colleghi, sarebbe stata forse più appropriata, per un Vertice che si dichiara da sempre attento ai problemi dei dipendenti, una vera dimostrazione di vicinanza e supporto alle persone coinvolte in questa ennesima ristrutturazione, anziché rimettere la comunicazione all’utilizzo di mere frasi di circostanza o all’informativa relativa ai dovuti adempimenti burocratici.

Senza un cambio di passo, le sedie che rimangono rischiano di diventare ben poche.

La Fisac Cgil rinnova l’appello a ripensare seriamente al ruolo della Banca d’Italia, alle funzioni e agli obiettivi, al modo di lavorare.

Quando ci sarà posto a sedere solo per i membri del Direttorio e per qualche alto dirigente, il gioco sarà stato comunque perso da tutti.

Roma, 5 giugno 2019

La Segreteria Nazionale

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *