Riforma della Carriera Operativa: la trattativa deve essere a tutto tondo

BandiereCGIL

Si è svolto in data odierna il terzo incontro sulla Riforma della Carriera Operativa.

La Banca, rappresentando anche quanto già emerso dal primo tavolo di confronto, ha ribadito i capisaldi di un progetto di riforma fondato su flessibilità e meritocrazia e, oltretutto, vincolato ad una disponibilità di risorse a dir poco limitata.

Ci troviamo di fronte al calco di un progetto di riforma disegnato sulla matrice di un modello manageriale che ha già palesato tutta la propria debolezza e per il quale la Fisac CGIL ha da tempo espresso una forte contrarietà.

La Banca ha ribadito l’intenzione di disegnare una struttura composta da due segmenti: uno (A) con compiti e “mansioni di supervisione, analisi, indirizzo e controllo dei processi”, l’altro (B) rispondente a tutte le attività con “taglio più operativo”.

Un contenitore separato sarebbe riservato al personale della Carriera Operaia, a questo punto fermo su una posizione economica penalizzante per il 30%.

Nel segmento “B” convergerebbero, superando ogni discriminante mansionistica, i Vice Assistenti, gli Assistenti, gli Assistenti Superiori e i Primi Assistenti per un totale di circa 3.000 unità. A garanzia dello squilibrio, nel segmento “A” convergerebbero, invece, circa 500 unità (attuali Coadiutori e Coadiutori Principali).

Questa struttura, coadiuvata da un sistema di crescita stipendiale a velocità diversificata con passaggi di livello legati a un “mix tra automatismo e merito”, risponderebbe all’esigenza di “valorizzazione del merito individuale in un meccanismo più coerente con le esigenze della Banca e delle persone”.

La Fisac CGIL ha nuovamente invitato la Banca a riflettere sull’opportunità di creare un terzo segmento che permetterebbe di attenuare gli squilibri, nella ferma convinzione che tutto il Personale vada tutelato per mezzo di una chiara e trasparente assegnazione mansionistica da opporre all’utilizzo arbitrario e indiscriminato della flessibilità.

Se per la Banca, citiamo testualmente, la flessibilità rappresenta la chiave attraverso la quale garantire ai Dipendenti la possibilità di mantenere nel tempo la propria “impiegabilità”, la scrivente Organizzazione Sindacale ritiene che quella stessa “impiegabilità” non possa essere considerata un attributo dotato di data di scadenza, ma debba essere coltivata attraverso seri e strutturati percorsi di crescita e valorizzazione delle diverse professionalità.

Nel corso dell’incontro abbiamo chiesto e, per ora, non ottenuto indicazioni e rassicurazioni su:

–       sistema di valutazione degli addetti;

–       criteri di avanzamento e di crescita all’interno dei singoli segmenti;

–       modalità  di svolgimento delle prove di passaggio da un segmento all’altro;

–       riconferma dell’assegno individuale di grado così come previsto dall’attuale trattamento economico (scatto annuale).

Di contro, a conforto di quella che da sempre è una delle nostre priorità, abbiamo ottenuto conferme sul mantenimento delle attuali modalità di passaggio da Area Operativa ad Area Manageriale (concorsi interni per l’accesso ai gradi di Consigliere ed Expert).

In ogni caso, rimaniamo critici sull’impostazione della negoziazione: è nostra opinione che i contenuti propri della riforma debbano essere discussi nel loro complesso e non analizzati, come la Banca vorrebbe, uno ad uno, a seconda della convenienza.

Pertanto, se trattativa deve essere, che sia trattativa a tutto tondo!

Roma, 12 giugno 2018

                                  

                                                                                        La Segreteria Nazionale

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