
Il nuovo testo, giunto venerdì, non rappresenta alcun passo avanti rispetto al precedente, già respinto.
La storia a Banconote si ripete e questo accordo non la cambia, non migliora le condizioni generali e non risolve problemi reali.
PREMIO BLOCCATO:
RIDUZIONE CERTA E PEGGIORE CON LE NUOVE ASSUNZIONI
Il premio di produzione resta congelato per sei anni, senza una previsione dell’impatto che si avrà nel 2028 con tanti operai di III junior che raggiungeranno i 10 anni di anzianità e accederanno, quindi, a quel 27% di premio previsto nei precedenti accordi a parziale tutela dei colleghi più esperti, con una riduzione del riconoscimento economico per i più anziani.
E non è tutto: con il nuovo concorso e le nuove assunzioni (positive, ma che stridono con la previsione di minori commesse), il premio andrà diviso tra più persone, quindi ogni lavoratore percepirà ancora meno. Siamo a favore di nuove assunzioni, ma riteniamo che queste dovrebbero essere valutate insieme a un aumento reale del premio di produzione, altrimenti il sacrificio ricade solo sui lavoratori già presenti.
La nostra richiesta di una sede di verifica a fine triennio, per valutare questi impatti e l’andamento delle commesse, è stata rifiutata: nessuna possibilità di correzione per un accordo che, testuali parole, si applica in un “contesto di incertezza e possibile variabilità nel tempo dei livelli produttivi.”
I sei anni sono una buona idea se si possono rivalutare le previsioni: altrimenti sono solo garanzia di una riduzione del premio pro-capite.
MISSIONI SENZA REGOLE, MANSIONI SUPERIORI SENZA TUTELE
Per un anno intero si potranno fare missioni senza un adeguato sistema di controllo e con mansioni superiori (contazione) al proprio ruolo, con una rotazione che non prevede distinzioni tra chi va fuori Roma (pagato) e chi va a Roma (senza diaria). Responsabilità maggiori, fuori inquadramento, senza garanzie, con un limitatissimo riconoscimento economico.
Non è valorizzazione: è un uso dei colleghi paragonabile al lavoro interinale.
A tutt’oggi alcuni colleghi ancora sono in missione da alcune settimane, ed altri coprono mansioni e operatività degli assenti. Non ci sembra un sistema molto equilibrato…
SELEZIONI E CARRIERE DISTORTE: LA MAGGIORANZA BLOCCATA
Abbiamo chiesto di aumentare gli avanzamenti in maniera equa, per intervenire a favore di tutto il personale di Banconote.
La risposta della Banca è illogica e ingiusta: ai colleghi di prima (di tutta la Banca) viene garantito un accorciamento dei tempi di scrutinabilità e una percentuale minima di passaggi (che avevamo chiesto per tutti i gradi), mentre i passaggi a 2ª categoria saranno possibili solo tramite prova di mestiere, per un periodo e un numero di posti limitati. Nulla per gli operai di III junior e una dichiarazione a verbale che più vaga non si può per tutti gli altri (operai, tecnici e amministrativi). Operativi ancor di più frammentati.
Qualsiasi avanzamento per i colleghi è positivo e ci vede d’accordo, ma se vale solo per una minoranza rappresenta il solito meccanismo: tutti fermi per mandare avanti qualcuno.
Questo è il punto fondamentale: la maggioranza dei lavoratori resta ferma, senza alcuna prospettiva.
A.I.S. – ASSEGNO INDIVIDUALE DI SERVIZIO IGNORATO
L’A.I.S. è salario. Per gli operai di 3ª categoria non è mai esistito e ne abbiamo chiesto esplicitamente il riconoscimento come elemento economico stabile, anche per andare incontro alla riforma dell’Area Operativa con lo stesso trattamento per tutti i gradi. Risposta? Non ci sono i soldi.
PRIVACY SVENDUTA: MERCIFICAZIONE DELLA PERSONA
Si chiede ai lavoratori di cedere dati biometrici in maniera permanente, in cambio di un riconoscimento economico, senza rivalutazioni e solo per un periodo limitato. Le bussole, però, resteranno per sempre, così come il sistema di controllo.
Non è sicurezza: è svendita della privacy, è mercificazione.
Secondo First Cisl e Fisac Cgil, questo tema deve prevedere un serio approfondimento tra le parti e non una nota a verbale come sull’attuale proposta, similmente all’accordo che vige sul funzionamento delle video camere all’interno e all’esterno dell’edificio.
NUMERI CHE PARLANO CHIARO
Per la maggioranza dei lavoratori questa proposta non prevede nulla per la crescita professionale:
- nessuna prospettiva reale di avanzamento,
- nessun recupero dei ritardi di carriera subiti fin dall’ingresso,
- nessuna certezza economica sul medio periodo.
Centinaia restano fermi, pochi avanzano solo per illudere, solo per giustificare il nulla.
OSSERVAZIONE…
Uno dei sindacati del primo tavolo, il Sibc, aveva già dichiarato di sentirsi molto lontano dall’accordo, solo qualche giorno fa. Ora sarà interessante osservare come si comporterà con questa nuova proposta, se manterrà le posizioni o se sarà disposto a confrontarsi seriamente.
Una richiesta di questo sindacato, tra l’altro, prevedeva il reinserimento dell’indennità di comprensorio.
QUESTA PROPOSTA NON CI RAPPRESENTA
Congela il salario, svende la privacy con i dati biometrici, introduce missioni e mansioni senza regole né tutele, ignora richieste economiche legittime e blocca il futuro della maggioranza dei colleghi.
Non è sviluppo, non è equità, non è rispetto. Non è compromesso né negoziazione: è una proposta che divide, umilia e sottrae dignità.
Per questo la respingiamo con forza: la dignità non è negoziabile.
Roma, 22 dicembre 2025
Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia
