
Il passo più urgente per il rilancio dell’Istituto
Negli ultimi mesi la Banca d’Italia ha presentato la riorganizzazione della Rete Territoriale come un’opera di rilancio. Ma non c’è un vero rilancio dell’Istituto se non si individuano moderni modi di lavorare, se non si scardina l’idea che la presenza fisica sia l’unico viatico di produttività ovunque e se non si riconosce la dovuta crescita professionale ed economica delle lavoratrici e dei lavoratori.
Se vogliamo davvero costruire un’organizzazione del lavoro moderna, capace di conciliare produttività, benessere e qualità dei servizi, occorre aprire subito una trattativa sull’orario di lavoro.
Perché ora
La trasformazione tecnologica, la diffusione del lavoro ibrido e i cambiamenti nei modelli organizzativi rendono sempre più urgente aggiornare tempi e modalità del lavoro in Banca d’Italia.
Le esperienze esterne, pubbliche e private, dimostrano che ridurre l’orario di lavoro a parità di salario non solo è possibile, ma migliora la qualità della vita e rafforza la produttività.
Le nostre richieste
- Riduzione dell’orario settimanale per tutto il personale, in linea con gli altri settori finanziari europei, senza riduzione di retribuzione.
- Semplificazione e ampliamento del lavoro ibrido:
- le strutture oggi a 0 giorni devono passare a 5/50;
- quelle a 5/50 devono arrivare a 10/100;
- quelle a 10/100 devono raggiungere 12/120.
- Equità per tutti: le strutture che, per la natura delle attività, non possono accedere al lavoro remoto devono vedere riconosciuta e indennizzata la maggiore rigidità.
- Adozione del lavoro concentrato su 4 giorni, con riduzione dell’orario a parità di stipendio, per il personale delle Filiali STC, sul modello dello stabilimento Banconote.
I temi sono molti
I temi da affrontare sono molti, dagli adeguamenti economici da riconoscere in occasione degli accordi più significativi, come avvenuto in passato, alla Lump Sum, a una seria trattativa sulle carriere, volta a garantire equità, riconoscimento delle professionalità e superamento delle attuali frammentazioni.
La nostra convinzione è che l’orario di lavoro rappresenti un prerequisito fondamentale a un adeguato confronto sulle altre, importantissime, tematiche.
Per una Banca d’Italia del presente
Ridurre e ridistribuire il tempo di lavoro significa investire sul valore del personale e sulla qualità del servizio pubblico che la Banca offre al Paese.
Non si tratta di una rivendicazione “di categoria”, ma di una scelta di modernità e giustizia organizzativa, in linea con i migliori esempi europei.
Chiediamo che la trattativa sull’orario e sull’organizzazione del lavoro venga aperta subito.
Solo così potremo completare coerentemente il percorso avviato con la riforma della Rete Territoriale.
Roma, 10 ottobre 2025
Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia
