Riforma della Rete Territoriale

Report dell’incontro del 30 settembre 2025

L’ottavo incontro con l’Amministrazione sulle misure di sostegno al riassetto della Rete Territoriale si è confermato come un passaggio ancora interlocutorio, oltretutto compresso in un tempo insufficiente. Il testo che ci è stato presentato, pur arricchito da qualche apertura, resta distante dalle legittime aspettative professionali delle colleghe e dei colleghi.

Abbiamo sottolineato con forza che non bastano dichiarazioni a verbale generiche, ma garanzie concrete e chiare, capaci di tutelare la dignità e i diritti di chi subisce direttamente le conseguenze delle scelte unilaterali della Banca.

Le nostre richieste

Abbiamo ribadito alcune rivendicazioni precise, che restano imprescindibili:

  • Ampliamento della possibilità di ricorso al lavoro da remoto per tutto il personale;
  • Allineamento dell’estensione temporale del telelavoro per tutti i colleghi delle filiali rimodulate a quelle chiuse (5+2+2);
  • Garanzie di stabilità nelle Unità prescelte per chi aderisce all’opzione 2;
  • Aggiornamento delle indennità per il personale delle filiali STC e per chi opera nelle attività di contazione presso i GSP.

Queste misure non sono “benefici aggiuntivi”: sono strumenti minimi per attenuare l’impatto di una scelta che giudichiamo sbagliata e che scarica costi pesanti sui lavoratori.

Un confronto che deve fare passi avanti

Abbiamo apprezzato alcuni segnali di apertura dell’Amministrazione, che ha ripreso delle proposte della piattaforma First Cisl e Fisac Cgil, presentata da tempo e costantemente aggiornata grazie all’ascolto diretto di colleghi e colleghe. Al momento, però, non è abbastanza.

Se davvero la Banca vuole presentare questa riorganizzazione come un’operazione di “sviluppo”, deve dimostrare con i fatti che ciò vale per tutte e tutti i lavoratori:

  • con percorsi professionali reali e condivisi,
  • con ricadute economiche positive,
  • con un miglior bilanciamento tra vita e lavoro.

Fino ad allora, continueremo a denunciare con chiarezza che questa riorganizzazione resta una scelta infausta, che rischia di demoralizzare ulteriormente la Rete territoriale e di colpire duramente chi ogni giorno tiene in piedi i servizi della Banca.

First CISL e Fisac CGIL continueranno a battersi, dentro e fuori i tavoli di confronto, per tutelare le lavoratrici e i lavoratori in questa riorganizzazione e da chi crede di poter stendere “tappeti rossi” al declino del nostro Istituto.

Roma, 1 ottobre 2025

Le Segreterie First Cisl – Fisac Cgil Banca d’Italia