Informativa sugli organici

PERSONALE OPERATIVO IN VIA DI ESTINZIONE

MANAGER/PROFESSIONAL IN CERCA DI (EVANESCENTI) LIVELLI  

In data 4 novembre l’Amministrazione ha trasmesso alle OO.SS. le consuete tavole annuali sui flussi di alimentazione e di avanzamento del personale (LEGGI).

Leggendo, anche ad un occhio distratto e non particolarmente attento, appare di piena evidenza che l’Amministrazione non intende investire sul suo personale e cerca solo di “tirare avanti” senza una specifica strategia sulla compagine dei suoi dipendenti, o forse con l’unica strategia di creare un clima di sempre maggiore malcontento e di rendere sempre più difficile ottemperare ai molteplici ruoli latamente operativi che sono alla base dello svolgimento delle “nobili” attività istituzionali di cui si pregia in ogni consesso istituzionale, nazionale e internazionale.

Non ci vuole certo un cervello particolarmente sopraffino per comprendere che assumere in via assolutamente prevalente “Esperti” e ridurre sempre più il fabbisogno di personale della Carriera Operativa significa ad un tempo rendere sempre più difficile per i primi avanzare in carriera in quanto necessariamente incontreranno tappi ai colli di bottiglia creati dalla Banca, che li terranno fermi per molto tempo (se non per sempre), e in merito ai secondi rendere difficoltoso svolgere le diverse e necessarie funzioni e attività operative che esistono in Banca, in quanto troppo pochi di numero e perché gli Esperti, che potrebbero sentire come un declassamento lo svolgimento di queste funzioni e attività, si accavalleranno per cercare gli spazi che consentano una progressione di carriera.

Se quindi gli Esperti, ossia i Manager/Professional in pectore, non vogliono svolgere le mansioni operative e gli operativi sono sempre più ridotti di numero chi resterà a lavorare in Banca? Questo dovrà dircelo l’Amministrazione in sede di incontro.

Questo spiega anche perché la Banca non ha nessuna reale intenzione di realizzare una riforma della Carriera Operativa: riformare un personale sempre meno presente in Banca e semmai investendo anche risorse economiche (come ogni riforma che si rispetti imporrebbe) probabilmente per l’Amministrazione non ha alcun senso.

Parlando invece di livelli, fiore all’occhiello della riforma delle carriere che altri sindacati hanno firmato portandola in Banca, è sufficiente confrontare le tavole di quest’anno con quelle dell’anno scorso per renderci conto che l’Amministrazione, dopo le iniziali illusioni, ha deciso di chiudere il rubinetto, per cui non solo sarà sempre più difficile avanzare di Segmento/Area (ormai tolte quasi tutte le procedure concorsuali in precedenza necessarie per la promozione nei punti nevralgici della carriera, ad esempio per diventare Funzionario o Condirettore e per fortuna grazie alla Fisac CGIL è rimasto il concorso per il passaggio da Coadiutore a Consigliere) e comunque sempre e solo sulla base di scelte discrezionali se non arbitrarie della Banca, ma anche sarà sempre più arduo anche acquisire il livello al primo anno (le percentuali sono scese di 5/7 punti percentuali); non basta che la Banca affermi che comunque al secondo anno in molti lo conseguiranno, per cui tutto sommato in termini economici tutti ci guadagnano rispetto agli scatti previsti nel vecchio sistema, e ciò in quanto i livelli oggi rappresentano delle vere e proprie promozioni (mentre gli scatti erano automatici) e perché per molti colleghi potrebbero rappresentare le uniche forme di gratificazione reale e di avanzamento considerati i sempre più difficili passaggi di segmento.

Ora si attende l’incontro di domani e noi non mancheremo di sottolineare i diversi aspetti critici che presenta il piano messo a punto dall’Amministrazione, che speriamo abbia la voglia e la capacità di sentire e accogliere le osservazioni che i Sindacati porteranno in quella sede a tutela delle condizioni di lavoro di tutto il personale, operativo e manageriale, presente e futuro, della Banca d’Italia.

Roma, 7 novembre 2022

La Segreteria Nazionale

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