Incontro del 17 novembre 2021

PASSI AVANTI SUL LAVORO IBRIDO – TUTTO DA RIFARE SU EFFICIENZA AZIENDALE 2020

La prima parte dell’incontro di oggi ha consentito di compiere un ulteriore passo avanti nella stesura dell’articolato delle nuove norme sul lavoro ibrido.

In particolare, è stata introdotta la possibile flessibilità verso l’alto delle giornate di lavoro agile anche nella fascia intermedia (5-50) in relazione alle mansioni svolte individualmente. E’ stata altresì confermata la decorrenza del buono pasto per il lavoro da remoto dal mese successivo alla firma dell’accordo.

Il negoziato prosegue comunque nella giornata di domani.

La seconda parte dell’incontro, dedicata finalmente al tema dell’IPCA e dell’efficienza aziendale, è stata caratterizzata dall’illustrazione dei criteri di misurazione dell’efficienza aziendale 2020. Criteri che gli accordi di dicembre 2020 prevedevano venissero cambiati, per tenere conto dell’eccezionalità della situazione pandemica fronteggiata, mentre invece ci siamo trovati di fronte a una proposta oltremodo confusa, caratterizzata da elementi meramente ragionieristici che non tengono in alcun conto dell’inadeguatezza dei criteri che già si era registrata nel tempo e che nel nuovo mondo del lavoro da remoto si dimostrano totalmente distanti dalla realtà.

Pertanto, la proposta di uno 0,4% una tantum di efficienza aziendale è stata giudicata irricevibile dall’intero tavolo di maggioranza, e restituita al mittente insieme alla richiesta di:

  • applicare correttivi reali alla revisione del paniere delle attività svolte durante la pandemia (innumerevoli nuovi compiti sono completamente sfuggiti al modello in quanto non censiti nelle procedure aziendali);
  • riconsiderare la produttività dove per effetto delle leggi e delle regole di distanziamento si è dovuto chiudere o lavorare in split team;
  • depurare il costo del lavoro del personale collocato in esonero nel periodo di lockdown, dei congedi non utilizzati e delle malattie;
  • modificare il denominatore dell’indicatore, considerando la variazione dei costi diretti e indiretti che la Banca ha sostenuto per il personale, in termini di minori straordinari, plus orari, turni, sfalsamenti, missioni, mense, utenze e altre indennità e spese che il nostro modello retributivo lega formalmente alla presenza negli uffici invece che alla prestazione lavorativa.

Nessuno di noi intende avallare un metodo teorico avulso dalla realtà, che non tiene conto di alcuna specificità manifestatasi durante il periodo pandemico, tutt’ora in corso.

Abbiamo quindi sollecitato una riflessione concreta e tangibile ai massimi livelli decisionali, superando i “compitini” fatti (magari in presenza, ma assai poco efficienti) che stravolgono la realtà del lavoro in fase pandemica in Banca d’Italia e si dimostrano superati anche rispetto al futuro, in un contesto di innovazione derivante dal lavoro ibrido.

Roma, 17 novembre 2021

CIDA     SIBC     CGIL     CISL     DASBI     FABI

 

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