Casa e bottega

La giornata di oggi è iniziata per i colleghi con un SMS dalla Banca, poco prima delle 7.30.

Fortunatamente non si trattava di un SMS-Alert, che in questo periodo proliferano, per segnalare un nuovo caso di positività di colleghi, ma della notizia di un “diffuso malfunzionamento della rete” che ha interessato tutte le realtà del nostro Istituto.

Qualcosa di già capitato, come sappiamo, ma che ha preso meno alla sprovvista le funzioni coinvolte che stavolta, va detto, hanno prontamente e correttamente informato i colleghi e ripristinato tempestivamente il servizio.

C’è però da chiedersi in che modo questo guasto abbia impattato sull’operatività, ora che oltre il 60% dei colleghi è in servizio.

Sicuramente i colleghi che erano a casa non hanno potuto accedere alla rete, ma solo lavorare su documenti salvati sul loro pc locale o stampati in formato cartaceo, eventualmente.

Invece, i colleghi che erano in presenza…anche.

Perché in realtà da casa si lavora esattamente con la stessa rete e gli stessi applicativi e software che si usano in presenza.

Certo chi era in presenza ha potuto raccordarsi direttamente coi colleghi, invece chi era a casa…anche.

Perché si tratta esattamente degli stessi colleghi, che si alternano normalmente tra delocalizzato e presenza e sono perfettamente in grado di usare gli strumenti di comunicazione anche se non è disponibile lo Skype interno, magari semplicemente usando il telefono.

Al nuovo SMS che ha annunciato il ripristino i colleghi in presenza hanno ripreso immediatamente l’attività. Quelli a casa…anche. Pare infatti che nessuno di questi ultimi avesse improvvisato una estemporanea uscita fuori porta (di casa), ma che si siano comportati come gli altri e come sempre hanno fatto.

L’occasione fa perciò riflettere: sembra che da un po’ di tempo l’Amministrazione riconduca al lavoro presenza una sorta di “sicurezza da presidio”, sul modello delle guardie svizzere, in grado di preservare in ogni momento l’operatività dell’Istituto.

E invece scopriamo che se qualcosa si blocca, si blocca per tutti, non solo per chi è a casa.

C’è di più: una buona quota di lavoratori in delocalizzato è un presidio indispensabile per il nostro Istituto, in grado di fronteggiare ogni situazione “difficile”, come potrebbero essere le nevicate e terremoti, o le sempre più frequenti piogge alluvionali o, per dirne una, persino una pandemia.

È davvero strano che questa verità sembri ancora sfuggire e che ancora la Banca creda – e voglia convincerci o convincersi – che maggiore è la presenza maggiore è l’efficienza.

Per fare andare avanti le cose occorre solo una buona organizzazione del lavoro, che consenta a tutti – ma davvero a tutti – di dare il proprio contributo lavorativo nelle migliori condizioni.

Che sia casa o sia bottega non fa la differenza.

Roma, 27 ottobre 2021

La Segreteria Nazionale

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