Smart Working e diritto alla disconnessione

Lo scorso venerdì 16 aprile le commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera hanno approvato, nel Ddl di conversione del Decreto Legge Covid (n. 30 del 13 marzo 2021) un emendamento che riconosce “alla lavoratrice o al lavoratore che svolge l’attività in modalità agile il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali accordi sottoscritti dalle parti e fatti salvi eventuali periodi di reperibilità concordati”.

Si afferma inoltre che il diritto alla disconnessione è “necessario per tutelare i tempi di riposo e la salute del lavoratore” e che “non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi”.

Vale la pena evidenziare come dal dettato di questo emendamento scaturiscano alcune opportune considerazioni:

  • anzitutto si riconosce il problema della iper-connessione come esistente: la pandemia ha imposto infatti in maniera improvvisa il ricorso al lavoro agile, in assenza di regole definite e diffuse. Tuttavia, il protrarsi dell’emergenza sta dispiegando gli effetti negativi sui lavoratori che non è più possibile ignorare e sui quali si ritiene opportuno disporre in maniera cogente, perché vi si ponga rimedio;
  • si menzionano strumentazioni e piattaforme informatiche come qualcosa da cui è possibile disconnettersi: è dunque implicitamente escluso che il lavoro possa essere svolto con strumentazioni proprie – ad esempio col proprio telefono cellulare personale – da cui non è possibile disconnettersi, come questa O.S. ha già evidenziato in una lettera del 15 marzo u.s. (SCARICA), a cui l’Amministrazione non ha tuttavia ancora dato risposta;
  • si fa riferimento ad accordi sottoscritti tra le parti: se la situazione emergenziale ha consentito di agire in deroga alla negoziazione, il numero di realtà in cui, al contrario, si è già provveduto con accordi sul lavoro agile è già molto alto e in costante aumento. È dunque ormai naturale richiamare la presenza di “accordi” come frutto di un confronto esistente tra parte datoriale e sindacale: si tratta di una situazione che ormai da troppo tempo non rappresenta la realtà del nostro Istituto, evidentemente in clamoroso ritardo rispetto alla realtà del Paese.

Riteniamo anche che sia ormai finito il tempo delle decisioni unilaterali da parte della Banca sui lavoratori e che il confronto con le OO.SS. per la definizione di nuove regole non sia più prorogabile.

Riteniamo che sia anche ormai finito il tempo dei solleciti e che ulteriori indugi non possano che lasciare il posto ad azioni più incisive da parte sindacale.

Roma, 19 aprile 2021

La Segreteria Nazionale

 

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