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Rete Territoriale - Incontro del 23 luglio - No al progetto Banca

Il Sindacato, in presenza della riproposizione da parte della Banca del progetto Saccomanni con poche, marginale e irrilevanti modicfiche, ha ribadito la sua totale avversione al progetto aziendale e sostenuto che, in assenza di una sua radicale modifica, non si potrà che assistere a una traumatica interruzione del confronto
Evidenziando la necessità che le Filiali, comunque denominate, debbano essere potenziate nei compiti e nella funzioni, il Sindacato ha rimarcato che, in assenza di una positiva soluzione della problematica concernente la Rete Territoriale, sarebbe assolutamente "imbecille" proseguire qualsiasi altro negoziato.
Le parti si reincontreranno nella prima metà di settembre.





Fondo Pensione Complementare - Incontro del 16 luglio

Il Sindacato ha ribadito la volontà di condurre un negoziato complessivo che riguardi tutti i temi oggetto delle rivendicazioni. Solo così sarà possibile migliorare effettivamente il trattamento pensionistico dei post ’93, in un’ottica di riduzione sensibile del divario generazionale oggi esistente con gli ante ’93. Il confronto con la Banca si è articolato su due punti nodali dello schema previdenziale per i post ’93 in Banca d’Italia: la garanzia di rendimento e i coefficienti di conversione in rendita.
La trattativa, che in conclusione ha registrato una cauta disponibilità da parte della Banca ad affrontare il tema della reintroduzione di una "buona uscita" (le c.d. tre annualità), proseguirà con un incontro previsto per il prossimo mese di settembre.





Nuovo modello contrattuale della Banca d'Italia

Dall'inflazione programmata alla produttività programmata:
la proposta del Sindacato per un nuovo modello contrattuale.




Presentata la piattaforma unitaria per il Fondo Pensione Complementare

Cinque le direttrici fondamentali individuate nella piattaforma unitaria per abbattere drasticamente il divario tra le prestazioni previdenziali spettanti a un post '93 e quelle a cui ha titolo un ante '93:
• Contributo a carico della Banca al 7,5%
• Garanzia di rendimento maggiorata e differenziata (5% obbligazionario e 3,5% azionario)
• Coefficienti di conversione definiti sin dall'adesione al FPC
• Pensioni indicizzate all'inflazione
• Pensione complementare e indennità







 

 

Rete Territoriale - Incontro del 23 luglio - No al progetto Banca

Il Sindacato, in presenza della riproposizione da parte della Banca del progetto Saccomanni con poche, marginale e irrilevanti modicfiche, ha ribadito la sua totale avversione al progetto aziendale e sostenuto che, in assenza di una sua radicale modifica, non si potrà che assistere a una traumatica interruzione del confronto
Evidenziando la necessità che le Filiali, comunque denominate, debbano essere potenziate nei compiti e nella funzioni, il Sindacato ha rimarcato che, in assenza di una positiva soluzione della problematica concernente la Rete Territoriale, sarebbe assolutamente "imbecille" proseguire qualsiasi altro negoziato.
Le parti si reincontreranno nella prima metà di settembre.


Fondo Pensione Complementare - Incontro del 16 luglio
Il Sindacato ha ribadito la volontà di condurre un negoziato complessivo che riguardi tutti i temi oggetto delle rivendicazioni. Solo così sarà possibile migliorare effettivamente il trattamento pensionistico dei post ’93, in un’ottica di riduzione sensibile del divario generazionale oggi esistente con gli ante ’93. Il confronto con la Banca si è articolato su due punti nodali dello schema previdenziale per i post ’93 in Banca d’Italia: la garanzia di rendimento e i coefficienti di conversione in rendita.
La trattativa, che in conclusione ha registrato una cauta disponibilità da parte della Banca ad affrontare il tema della reintroduzione di una "buona uscita" (le c.d. tre annualità), proseguirà con un incontro previsto per il prossimo mese di settembre.


Qualità del circolante presso le Filiali specializzate all'utenza

La Fisac CGIL ha interessato la Banca in merito a diversi episodi di rifornimento di banconote di scarsissima qualità, se non logore, a molte Filiali specializzate nei servizi all’utenza per l’attività quotidiana nei confronti dei privati.
A seguito della nota dell'11 luglio tramite la quale la Banca ha affermato che il problema non esiste, intendiamo ribadire che la richiesta di chiarimento è stata formulata a seguito di più segnalazioni provenienti dai posti di lavoro scaturite dalla semplice osservazione dei fatti e non certo dalla “fervida” immaginazione di qualche stralunato collega.
Una sollecitazione, quindi, che non aveva lo scopo di creare sterili polemiche ma l'obiettivo concreto di ridurre i rischi reputazionali in cui può incorrere l'Istituto e, soprattutto, di salvaguardare i colleghi di turno allo sportello, uniche vittime delle critiche mosse dagli utenti.


Incontro del primo luglio - Riforma delle carriere

L'obiettivo del Sindacato è quello di premiare il merito con risorse aggiuntive e non con risorse sostitutive, migliorando la situazione di tutti in un contesto cooperativo e non competitivo evitando di inseguire logiche aziendalistiche poco consone ad un'istituzione pubblica che, prima ancora dell'efficienza (sempre importante), deve perseguire l'efficacia della sua azione.
Stabiliti incontri per il 16 luglio sui temi previdenziali e per il 23 luglio sulla rete territoriale.

 
 
 

 
Lavoro
 
Riforma lavoro: la Cgil presenta ricorso alla Commissione europea
 

05/08/2014 - La Cgil Nazionale ha presentato una denuncia alla Commissione europea contro la Riforma del lavoro varata del Governo perché in contrasto con la prevalente disciplina europea sul lavoro.
Su un punto in particolare la Cgil insiste, la legge 78, eliminando l'obbligo di indicare una causale nei contratti a termine, sposta la prevalenza della forma di lavoro dal contratto a tempo indeterminato al contratto a tempo determinato, in netto contrasto con la disciplina europea che, al contrario, sottolinea l'importanza della “...stabilità dell'occupazione come elemento portante della tutela dei lavoratori”.

Quattro i punti principali su cui si basa il ricorso:
- la causalità per il ricorso ai contratti a termine rappresentava un argine contro un loro utilizzo improprio. Eliminarne la motivazione lascia spazio a usi impropri che penalizzano il soggetto debole, il lavoratore cioè
- il combinato disposto di a-causalità, rinnovi e proroghe espone il lavoratore al rischio di non riuscire a firmare mai un contratto “stabile” indicato come “contratto comune” proprio dalla normative UE, con forti penalizzazioni soprattutto per i soggetti più “a rischio”, lavoratori over 50 e donne
- si introduce un'assoluta discrezionalità rispetto ai licenziamenti
- non c'è alcuna prova statistica che all'aumento della precarietà corrisponda un aumento dell'occupazione.

L'obiettivo della denuncia, per la Cgil, è quello di cambiare norme che stanno penalizzando fortemente i giovani e i soggetti più deboli rendendo più vulnerabili socialmente e economicamente generazioni di lavoratori.
La disciplina del nuovo contratto a termine coinvolge già due terzi dei nuovi contratti attivati il che significa che le future occasioni di lavoro non tenderanno alla stabilità.
“Al contrario- evidenzia il sindacato di corso d'Italia- la filosofia di Europa 2020 relativa alla strategia per l'occupazione si basa su due concetti : migliorare la qualità degli impieghi garantendo migliori condizioni di lavoro, garantire che la flessibilità sia accompagnata da maggiore sicurezza. Orientamenti totalmente assenti nella Riforma del Lavoro e sui quali chiediamo al Governo di porre riparo cancellando quelle tipologie contrattuali fonte di abusi nel nostro ordinamento e riportano i contratti a termine ad un uso funzionale con peculiari esigenze dell'impresa che ne giustificano l'utilizzo”.

 
 

Lavoro e crisi
 
Crisi: Cgil, da inizio anno 500 mln di cig, 570 mila in cassa
 

Roma, 21 giugno - Poco meno di mezzo miliardo di ore di cassa integrazione in cinque mesi, che coinvolgono da inizio anno circa 570 mila lavoratori relegati in cig a zero ore, per una perdita di reddito di 1,8 miliardi di euro, pari a 3.300 euro netti in meno in busta paga. Sono questi in estrema sintesi i dati che emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio cig della Cgil Nazionale nel rapporto di maggio. Il trend di ore richieste, osserva la Cgil, “stabile oltre le 80 milioni mensili, punta per l'ennesima volta verso il miliardo di ore anno: seppur con qualche segnale positivo sul fronte produttivo, nel dettaglio della richiesta di cassa, specie con l'esplosione di quella straordinaria, emerge un quadro di crisi strutturale della crisi economica e produttiva. Il tutto a fronte di un drastico calo della deroga, segno che i finanziamenti stanziati stanno esaurendo la copertura”. Valutazioni che per il sindacato di corso d'Italia dimostrano come “la centralità del lavoro, assumerlo come punto strategico per l'uscita dalla crisi, è ancora il nodo irrisolto: serve agire urgentemente, serve un governo capace di offrire al paese una prospettiva che solo il lavoro può rendere percorribile”.

Dati cig maggio - Dall’analisi di corso d'Italia si rileva come il totale di ore di cassa integrazione a maggio sia stato pari a 96.444.168 di ore richieste e autorizzate, in aumento sul mese precedente del +11,06%. Nei primi cinque mesi dell'anno si sono registrate 487.992.514 ore di cig per un -0,76% sullo stesso periodo dello scorso anno. Nel dettaglio emerge che la cassa integrazione ordinaria (cigo) cala a maggio su aprile del -1,52%, per un totale pari a 22.187.875 di ore. Da inizio anno la cigo invece ha raggiunto quota 119.582.669 di ore per un -29,81% sul periodo gennaio-maggio del 2013. La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (cigs), sempre per quanto riguarda lo scorso mese e che sono oltre il 55% del totale delle ore concesse, è stata di 62.301.057 per un +32,70% su aprile mentre nei primi cinque mesi dell'anno si totalizzano 271.157.934 ore autorizzate per un +27,56% sullo stesso periodo dello scorso anno. Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) ha registrato a maggio un calo su quello precedente pari a -31,13% per 11.955.261 di ore richieste. Da inizio anno a maggio, rispetto allo stesso periodo dello scorso, la flessione della cigd è stata del -10,59% per complessive 97.251.911 di ore.

Causali di cigs - Continua a crescere il numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cigs. Da gennaio a maggio sono state 3.484 per un +34,52% sullo stesso periodo del 2013 e riguardano 6.363 unità aziendali (+41,65%). Nello specifico si registra un aumento dei ricorsi per crisi aziendale (1.769 decreti da inizio anno per un +17,70% sui primi cinque mesi del 2013) che rappresentano il 50,77% del totale dei decreti. Crescono le domande di ristrutturazione aziendale (91 per un +3,41%) mentre sono in linea con lo scorso anno quelle di riorganizzazione aziendale (91). Sottolinea lo studio della Cgil che “gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende continuano ad essere irrilevanti e in dimunuzione, pari al 5,22% del totale dei decreti (erano il 6,91% nel 2013). Un segnale evidente, eppure sottovalutato, del processo di deindustrializzazione in atto nel Paese”.

Regioni - Nelle regioni del nord si registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate nei primi cinque mesi dell'anno c'è la Lombardia con 126.260.570 ore che corrispondono a 146.135 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 53.330.683 ore di cig autorizzate per 61.725 lavoratori e il Veneto con 42.591.432 ore per 49.296 persone. Nelle regioni del centro primeggia il Lazio con 39.175.477 ore che coinvolgono 45.342 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 31.869.590 ore per 36.886 lavoratori.

Settori - La meccanica è ancora il settore dove si è totalizzato il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate nel periodo gennaio-maggio, la meccanica pesa per 168.370.552, coinvolgendo 194.873 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 66.555.376 ore di cig autorizzate per 77.032 lavoratori coinvolti e l'edilizia con 59.687.198 ore e 69.082 persone.

Occupazione e lavoratori in cig - A maggio, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (11 settimane da inizio anno), sono coinvolti 1.129.612 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 22 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 564.806 lavoratori, di cui 300 mila in cigs e 112 mila in cigd. Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell’Osservatorio della Cgil si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito, a partire da inizio anno, oltre un miliardo e ottocento milioni di euro al netto delle tasse, pari a 3.300 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore in cassa a zero ore.

 
La Cgil presenta il Piano del lavoro, Camusso: “Unica condizione anti crisi”
 
A distanza di 64 anni dal Piano del Lavoro voluto nel 1949 da Giuseppe Di Vittorio, la CGIL presenta, in risposta alla crisi, un nuovo Piano del Lavoro per rilanciare l'occupazione. Unico obiettivo: puntare sulle nuove generazioni
 
Il lavoro prima di tutto. Susanna Camusso apre la Conferenza di programma della Cgil affermando che ”Parlare del lavoro è parlare del pane, è l’unica vera condizione per creare ricchezza nel nostro Paese e nel mondo, è la condizione per uscire dalla crisi”
 
 
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